Una campagna di Fridays For Future - Liguria
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Già prima della pandemia la Liguria stava attraversando una difficile condizione di fragilità territoriale, di consumo di suolo, di scarse opportunità lavorative per i giovani e di spopolamento dei centri urbani costieri e soprattutto dell’entroterra, mettendo seriamente a rischio il futuro delle giovani generazioni.
L’istituzione di un grande Parco Nazionale che comprende ben 22 comuni, di cui una buona parte nell'entroterra, come promosso dall’I.S.P.R.A. e dal Ministero dell’Ambiente, rappresenta un’insperata occasione, forse l'unica che avremo per i prossimi 50 anni, non solo di tutela e recupero delle risorse ambientali, ma anche di crescita economica attraverso progetti di sviluppo sostenibile da ricercare anche presso la Comunità Europea e internazionale come viene fatto normalmente in tutti i Parchi Nazionali.
L'Ente Parco ha lo scopo di realizzare progetti per il territorio,per la salvaguardia dal rischio idrogeologico, per dare dare lavoro, soprattutto ai giovani, alle imprese Green e come volàno per un'economia sostenibile oltre che quella di base, di tutelare, e proteggere a pieno sviluppando il nostro inestimabile patrimonio.
Il nostro futuro è in bilico ed ogni piccolo gesto è fondamentale, questo Ente ci serve come l'ossigeno!

Innanzitutto bisogna distinguere le aree protette dagli Enti parco. Questi ultimi sono istituzioni con personalità giuridica, hanno quindi un presidente, un direttore, un consiglio direttivo, un collegio revisore dei conti e una comunità del parco che comprende anche i sindaci di tutti i comuni coinvolti. Quando si parla di parchi, si parla di strutture pubbliche, che hanno lo specifico compito e obiettivo di creare valore, sia economico che sociale; non comunicare questo significa essere ignoranti o in mala fede.
Avere un Parco Nazionale NON significa essere sommersi dai vincoli edilizi, visto che le aree interessate dal futuro parco sono già ampiamente vincolate e un parco non modificherebbe sostanzialmente la situazione.
La caccia continuerà ad esistere e anzi sarà implementata la caccia di selezione che servirà da un lato ad affrontare la convivenza con gli ungulati, dall’altro a ristabilire un equilibrio biologico nei territori.
Avere un parco Nazionale inoltre significa fare l’interesse diretto dei cittadini escludendo alcune logiche di scambio e favoritismo politico che appassionano grandi e piccoli speculatori durante le campagne elettorali.
Avere un parco piccolo NON è la stessa cosa di averne uno grande, visto che le risorse stanziabili e la capacità attrattive sono direttamente proporzionali all’area che ricopre. Più è grande il parco più soldi attira!
Con grande stupore e vergogna, alcuni di questi argomenti sono utilizzati impropriamente da una certa politica per convincere le persone a ignorare la questione senza ovviamente mai approfondirla.
Fatte queste premesse arriviamo alla questione centrale, ovvero i vantaggi di avere un Ente Parco Nazionale.
Grazie a questo si possono avere e utilizzare fondi che altrimenti non si potrebbero mai ottenere, avere programmi seri ed efficienti di sviluppo che siano sostenibili sul piano ambientale, economico e sociale, che portano soldi nel nostro territorio, che aiutano le imprese a nascere e crescere, che aiutano i piccoli comuni a sopravvivere e ad attuare la transizione in quelli più grandi. Abbiamo molti esempi concreti di come i parchi portino costantemente decine di milioni di euro nel territorio.
I parchi, al contrario della regione, creano valore, portano investimenti strategici e sviluppo realmente sostenibile.
Troviamo inconcepibile che in una regione per il 70% boschiva![]()
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, non si punti proprio sui parchi per valorizzare e fare crescere il territorio!
Il comportamento politico di questa Giunta regionale e di molti sindaci ci sta facendo soltanto perdere innumerevoli occasioni di crescita e tanti, tantissimi soldi![]()
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. Senza i parchi non abbiamo la possibilità di sfruttare quell’enorme risorsa che è il nostro entroterra, non siamo in grado di valorizzare un’offerta turistica adeguata e non abbiamo la possibilità e capacità di spendere molti dei miliardi della Next Generation EU.
Da più di due anni ci siamo dovuti attrezzare da soli come forza sociale e politica, manifestando i grandi pericoli a cui è soggetto il nostro presente e soprattutto il nostro futuro. Al contrario di quello che pensano in molti, noi giovani non stiamo zitti, sono innumerevoli le azioni, le proteste e le proposte (sempre motivate), che portiamo davanti alle istituzioni e all’opinione pubblica, ma semplicemente non veniamo ascoltati.
Questo, anziché abbatterci, ci spinge a fare sempre di più.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.

Lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

Utilizzo sostenibile della terra: proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità.
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