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Aiuta i profughi Sahrawi a curare il bestiame: un laboratorio di medicina naturale

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Veterinari Senza Frontiere Italia

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Aiuta i profughi Sahrawi a curare il bestiame: un laboratorio di medicina naturale

Campaign ended
  • Raised € 1,375.00
  • Sponsors 39
  • Expiring in Terminato
  • Type Keep it all  
  • Category Community & social

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The project

Il popolo Sahrawi , che vive nei campi profughi algerini dal 1975, è originariamente una comunità nomade e convive perciò strettamente con i suoi animali. La sopravvivenza di questo popolo è infatti determinata dall’allevamento di capre, pecore e dromedari che gli garantiscono la sussistenza durante tutto l’anno.

E’ importante quindi che il bestiame sia costantemente controllato da veterinari specializzati e che possa ottenere delle cure in caso di malattie o epidemie. In questi anni, Veterinari Senza Frontiere ha collaborato con il popolo Sahrawi attraverso la formazione, l’organizzazione, il potenziamento e l’equipaggiamento della direzione veterinaria per migliorare la convivenza degli animali con la società.

Nonostante l’esilio che forzatamente impedisce il nomadismo, la popolazione continua ad allevare un numero notevole di ovicaprini e di cammelli come segno distintivo di un’identità culturale a rischio di scomparsa. Il sistema stanziale di allevamento e l’alimentazione costituita da scarti dell’alimentazione domestica (legumi, farina e scarsissimi scarti vegetali) causa agli animali la comparsa di nuove problematiche cliniche prima sconosciute. L’utilizzo di farmaci di sintesi, oltre ad avere costi estremamente elevati, comporta la necessità di rinunciare al consumo del latte per diversi giorni dopo i trattamenti.

La nostra proposta prevede di creare un piccolo laboratorio di produzione di antiparassitari fitoterapici mediante la raccolta e l’essiccazione di una pianta presente nelle zone limitrofe alle tendopoli , conosciuta nella medicina tradizionale e risultata alla prova dei fatti estremamente efficace. Sarebbe un traguardo importante come risultato del lavoro fatto in questi anni da Veterinari Senza Frontiere insieme ai Sahrawi nel recupero della medicina veterinaria tradizionale di questo popolo. Infatti, abitualmente i pastori utilizzavano le piante medicinali e i minerali disponibili localmente per curare gli animali.

Chi volesse approfondire l'argomento o conoscere in modo approfondito la pianta specifica usata dai Sahrawi (Pergularia Tomentosa) può fare riferimento a questa tesi .

Grazie a questo progetto gli allevatori Sahrawi potranno curare il proprio bestiame utilizzando risorse locali e non dovranno rinunciare a bere il latte dei propri animali.

Gli ultimi studi realizzati sullo stato nutrizionale della popolazione hanno evidenziato come il paniere alimentare fornito dal World Food Program, ideato per far fronte a emergenze alimentari, se protratto per decenni, come nel caso delle tendopoli, divenga esso stesso causa di malnutrizione diffusa dovuta alla scarsa diversificazione della dieta e aggravata dall’inattività della popolazione.

La situazione nutrizionale è ulteriormente peggiorata a causa della crisi economica internazionale e dall’instabilità dell’area: le azioni dirette a favore della popolazione sahrawi si sono drasticamente ridotte e, contemporaneamente, le molte famiglie che potevano contare sulle rimesse dei propri familiari emigrati, si sono ritrovate senza integrazione di reddito col quale acquistavano nel mercato locale prodotti freschi. I problemi indicati hanno causato un aggravamento della condizione di anemia nelle donne in età fertile e ritardi di crescita nella popolazione infantile.

La popolazione sahrawi (circa 165.000 persone), a causa dell’invasione da parte del Marocco del Sahara Occidentale (1975), si è rifugiata in Algeria dove, dopo 15 anni di guerra e la firma del cessate il fuoco (1990), si è affidata all’ONU per la risoluzione del conflitto appellandosi al diritto di autodeterminazione. Da 40 anni vive in tendopoli la cui organizzazione è affidata alle autorità della RASD (Repubblica Araba Sahrawi Democratica) proclamata dall’esilio, membro dell’Organizzazione dell’Unità Africana e riconosciuta da 82 Paesi nel mondo, nessun dei quali in Europa.

La popolazione, per la propria alimentazione, dipende quasi totalmente dagli aiuti internazionali. La sopravvivenza alimentare nel deserto è infatti strettamente legata al nomadismo; i sahrawi, allontanati dalle proprie terre, hanno dovuto rinunciare al proprio sistema tradizionale di vita a causa della guerra e, successivamente, dopo la firma degli accordi di pace, a causa della disseminazione nel deserto del Sahara Occidentale di oltre 4 milioni di mine.

Veterinari Senza Frontiere ( www.veterinarisenzafrontiere.it ) promuove e realizza progetti di cooperazione e collaborazione internazionale, sia nel campo specifico della sanità animale e delle produzioni agro-zootecniche tropicali e sub-tropicali, sia al livello più ampio e complesso dello sviluppo rurale integrato promuovendo l’agricoltura sostenibile ed il miglioramento delle condizioni alimentari delle popolazioni. Attualmente VETERINARI SENZA FRONTIERE sta realizzando (ed ha realizzato) progetti in Marocco, Mauritania, Tanzania, Niger, Senegal, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Mali, e presso i campi profughi Saharawi in Algeria. VSF  fornisce supporto alle comunità rurali attraverso le seguenti attività:

Gestione dei servizi veterinari per gli allevatori di bestiame

Gestione delle produzioni animali e aspetti igienico-sanitari

Gestione delle risorse naturali e pastorali su lungo periodo

Gestione della formazione e dell’informazione agli allevatori e ai tecnici/veterinari

Gestione e controllo delle zoonosi

Formazione presso le scuole su educazione igienico sanitaria specialmente riferita agli alimenti di origine animale

Le principali attività realizzate in Italia sono corsi di formazione, seminari, tavole rotonde, incontri divulgativi e di approfondimento su vari temi legati a sanità animale, produzioni agro-zootecniche tropicali e sub-tropicali, cooperazione internazionale allo sviluppo. Veterinari Senza Frontiere ha realizzato dei Master in cooperazione Veterinaria ed ha una presenza costante presso le facoltà di Medicina Veterinaria di molte università italiane, dove organizza regolarmente incontri e dibattiti per offrire agli studenti (e ai colleghi) uno stimolo costante sulla professione veterinaria nel contesto più vasto dei modelli di produzione e sviluppo più adeguati ai singoli contesti e alle sfide globali.

In partenariato con altri membri di VSF International, Veterinari Senza Frontiere realizza studi, pubblicazioni e produzioni audiovisive a fini di informazione e sensibilizzazione. Partecipa a progetti internazionali di Educazione allo Sviluppo (DEP) finanziati dalla Commissione Europea, sui temi della Sovranità Alimentare, della salvaguardia della Biodiversità e della difesa dei piccoli allevatori.

Comments (11)

Per commentare devi fare
  • TP
    Tiziana  Bravissimi é un iniziativa fantastica :) spero che il mio piccolo contributo si unisca a molti altri :)
    • am
      angela  no reward needed thanks
      • Rf
        Roberto  Complimenti per l' iniziativa !!!
        • SP
          Sepideh Sadat  Un progetto ambizioso, straordinario, creativo e davvero nobile. Grazie per tutti questi sforzi e per il sostegno che offrite alla vita costantemente.
          • MG
            Margherita  bravi!!!
            • GA
              Giorgia  bellissimo... :)
              • vc
                valentina  bel progetto, bella idea, forza veterinari sahrawi!
                • GP
                  Gaia  Ecco il mio contributo che, per quanto piccolo, sarà importante!
                  • SD
                    Sara  L'unione fa la forza!
                    • LA
                      Laura  Avanti così!