Una campagna di Fabrizio Tavernelli
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“Agente Provocatore”
Questo è il mio ottavo disco solista. Una nuova prova in incognito, una ennesima azione di sabotaggio. Non inquadrabile in nessuna norma o legge ma in fondo non sono punibile, ho solo commesso il reato di liberare e liberarmi la mente. Mi sono infiltrato per provocare, per spingere a un atto di ribellione fosse anche solo un attimo di presa di coscienza, uno svelamento fugace. Non è un crimine anche se può istigare a urlare, a cercare una via di uscita dalle gabbie, a rompere schemi, abbattere muri, oltrepassare barriere. Colto in flagranza di espressione, mentre esco allo scoperto, buttando fuori senza restrizioni e limiti. Mi sono infiltrato e confuso con il nemico ma sono esente da pena perché ho agito in un atto di adempimento del dovere di smascherare i meccanismi, gli intrighi delle organizzazioni segrete che ci tarpano le ali. La mia condotta è finalizzata ad acquisire elementi di prova in ordine ai delitti dell’arte e della cultura e scoprire la provenienza illecita di musiche, testi e attività criminali legate al linguaggio. Ti spingo a delinquere e truffare classifiche e rituali obsoleti, agisco sotto copertura delle muse, della creatività senza fine, dell’anarchia. Ti incito come fossi uno della banda, della cricca, della gang e ti induco a reagire, a evadere da questo carcere di gradimento, scavando tunnel sotto le prigioni del facile, del banale, spesso del mediocre. Ti corrompo con flussi di coscienza, spionaggio e controspionaggio, stasi ed estasi, tra segretezza e incursioni incontrollabili. Se non si provoca, se non si interviene, non si verifica nessun atto scatenante, non si porta alla luce nulla. Urge un modus operandi. Tra la scienza e il caos, tra l’obiettivo chirurgico e il folle disseminare. Iter criminis pro arte. Fino a che punto ci si può spingere? Fino a quando sarò, saremo impunibili? La risposta è nel bisogno di atti illeciti, di linguaggi pericolosi, di rapimenti estatici. Nessuno ci garantisce incolumità ma non è questo il problema dopo anni di addestramento a discipline estreme e un oscuro allenamento artistico. La riuscita dell’azione, dell’opera, dell’azzardo sta nel provocare un reato al fine di assicurare alla giustizia i colpevoli della svendita, della falsificazione delle arti. Il fattaccio si manifesta mediante contributo psichico ed espressivo, operando nella zona di frontiera tra l’illecito e ciò che appare. Un Agente Provocatore accetta il rischio, usa il proprio corpo, strategie radicali ed è pronto a qualsiasi prova : una canzone che possa di nuovo dire, che possa osare, mostrarsi oscena, che possa sfuggire di mano, portata al limite, alla delinquenza, mentre infrange le stanche e prevedibili leggi del decoro, del facile ascolto, di una intimità fasulla, melensa, artificiosa. In attesa di prove che possano scagionare i presunti colpevoli ammanettiamo il consenso e il successo a tutti i costi. L’Agente Provocatore si infiltra nella struttura canzone come in una clan malavitoso, organizzazioni capaci di sofisticare e alimentare un sistema di potere e estorsioni che spacciano stesure a 10 mani. L’Agente Provocatore finge di accettare i riti di iniziazione ma poi sparge virus, strategie oblique, frasi sconnesse, testi dinamitardi, assalti sonori. Il sabotaggio alla macchina del buon ascolto e del buon senso è in atto. L’Agente Provocatore non accetta consolazioni, è l’animale da soma che sputa nella biada.


Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.

Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
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