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654. Una storia di precari che ricollocano disoccupati

A campaign of
CLAP - CAMERE DEL LAVORO AUTONOMO E PRECARIO

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CLAP - CAMERE DEL LAVORO AUTONOMO E PRECARIO

654. Una storia di precari che ricollocano disoccupati

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  • Sponsors 53
  • Expiring in 101 days to go
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  • Category Documentaries and inquiries
  • Obiettivi
    5. Uguaglianza di genere
    8. Lavoro dignitoso e crescita economica
    10. Ridurre le disuguaglianze

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The project

654 è una semplice cifra, a prima vista una serie di numeri che ricordano l’atto finale di un countdown, 654 … quello di Capodanno, per esempio, indubbiamente il più familiare. Anche per noi 654 è una semplice cifra, ma di certo non ci ricorda momenti spensierati, brindisi e musica. 654 siamo noi, lavoratrici e lavoratori precari di ANPAL Servizi, agenzia pubblica responsabile delle politiche attive del lavoro in Italia, donne e uomini che da anni si battono con tenacia per ottenere un lavoro stabile e dignitoso.

Siamo precari che ricollocano disoccupati: sì, esatto, lavoratrici e lavoratori con contratti a tempo determinato o di collaborazione (Co.co.co.) in scadenza che supportano altri precari (quasi sempre giovani, donne, migranti), beneficiari di misure di sostegno al reddito, nella faticosa ricerca di un lavoro. E lo facciamo, per giunta, nel mezzo della crisi economica più drammatica e profonda dalla Seconda Guerra mondiale. Siamo convinti che la nostra condizione, contraddittoria ed emblematica, vada raccontata e per questo abbiamo deciso di produrre un documentario.

In questi anni di presidi, manifestazioni, assemblee, trasferte e flashmob abbiamo incontrato tante, tantissime giornaliste e giornalisti, documentaristi freelance, videomaker, che ci hanno dato la possibilità di far conoscere le nostre rivendicazioni a migliaia di persone. Incontrandoci in quelle piazze ci siamo riconosciuti in una comune condizione di instabilità lavorativa, vite scandite da contratti a termine, ritenute d’acconto, ammortizzatori sociali e bonus che tardano ad arrivare, bollette ed affitti da pagare . Complicità maturata nella lotta, che ha stimolato la creatività di uno di loro, Davide, giovane regista e montatore, che ci ha proposto di produrre insieme, con una regia collettiva, un documentario sulle nostre 654 storie di precari che ricollocano disoccupati.

Perché una regia collettiva?

Una volta individuato cosa volessimo raccontare, abbiamo dovuto decidere come raccontarlo. La necessità di una regia collettiva nasce dal desiderio di riportare nel percorso di realizzazione del film la nostra idea di azione sindacale, orizzontale e partecipativa.

L’ambizione del documentario è classicamente quella di narrare una realtà nel modo più fedele possibile, per questo ci è sembrato naturale che una regia collettiva dovesse stare alla base della nostra storia: gli autori dei fatti narrati e la narrazione dei fatti dovevano per forza coincidere . La linea autoriale verrà, dunque, decisa e messa in discussione da ogni persona filmata (e di conseguenza da ogni autore del film) man mano che il progetto avanza.

La storia che vogliamo raccontare è frutto di processi collettivi e abbiamo deciso di provare a mettere in atto un nuovo processo collettivo per raccontarla.

Come verranno spese le risorse?

“654  - una storia di precari che ricollocano disoccupati” è un'autoproduzione, un documentario indipendente completamente autofinanziato. Non ha ricevuto nessun contributo economico o patrocinio da enti e istituzioni. “654  - una storia di precari che ricollocano disoccupati” vuole essere un progetto fondato sulla partecipazione ed il coinvolgimento di chi vorrà esserne spettatore ed è per questo motivo che abbiamo bisogno del supporto delle persone che si sentono direttamente o indirettamente coinvolte da questa vertenza . Il finanziamento verrà utilizzato per le seguenti attività:

  • coprire le prime spese di produzione necessarie ad avviare il documentario (spese vive della troupe, costi di viaggio, noleggio attrezzatura),

  • sostenere le spese di post produzione (montaggio audio e video, color correction, grafiche, traduzione e sottotitoli),

  • masterizzazione e distribuzione del DVD

  • promuovere il documentario e distribuirlo anche tramite presentazioni nelle città in cui CLAP è presente.

L’eventuale cifra eccedente verrà utilizzata interamente come Cassa di mutuo soccorso per la vertenza di ANPAL Servizi; pagamento dei bus per le colleghe ed i colleghi di tutta Italia che dovranno raggiungere Roma durante le manifestazioni; rimborso spese ai grafici che producono il materiale di agitazione sindacale; stampa materiale cartaceo; sponsorizzazione sui social network, come ad esempio un evento per una manifestazione; pagamento delle spese legali per i ricorsi legali in essere.

Chi siamo?

Siamo gli operatori precari di ANPAL Servizi, società in house dell’ANPAL, ci consideriamo attivatori di diritti sociali, personale qualificato impegnato quotidianamente nell’assistenza tecnica ai Centri per l’Impiego, alle Regioni e nella gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell’istruzione e dell’inclusione sociale. Siamo figure professionali che operano nel complesso mercato del lavoro italiano, accompagnando i beneficiari di misure di sostegno al reddito verso nuovi percorsi formativi o lavorativi. Viviamo in uno stato di incertezza oramai strutturale, che proviene da molto lontano e che, in diversi casi, dura persino da circa 20 anni. Negli ultimi due, però, ci siamo autorganizzati per difendere i nostri diritti e pretendere la stabilizzazione dei nostri contratti, abbiamo costituito in azienda un sindacato indipendente aprendo una Camera del lavoro autonomo e precario (CLAP). Ad oggi, siamo tra le più numerose organizzazioni sindacali presenti.

Se il potenziamento dei servizi per il lavoro è un intervento strategico per rilanciare l’economia nel post pandemia, come spesso sentiamo ripetere in queste settimane in cui si discute di Recovery Fund, ci domandiamo come può questo rafforzamento poggiare sulle spalle di centinaia di operatori precari? In che modo possono essere resi esigibili i diritti sociali di chi esce ancora più fragile dalla crisi pandemica se i servizi gravano su un elevato numero di personale intermittente?

Che cosa sono le CLAP?

Le CLAP, Camere del Lavoro Autonomo e Precario , nascono dalla federazione di esperienze di lotta e auto-organizzazione in diversi territori. Partiamo dalla necessità di unire ciò che è diviso e ricattabile, il lavoro contemporaneo nella crisi. Obiettivi prioritari delle Camere sono, dunque:

  • organizzare o favorire l'auto-organizzazione dei non-organizzati, il lavoro senza diritti, precario e intermittente, quello subordinato impoverito e reso fragile dalle riforme neoliberali, quello gratuito (stagisti e tirocinanti), i disoccupati, le partite Iva con bassi redditi;
  • conquistare diritti e welfare , a partire dal reddito di base, per chi non ne ha;
  • promuovere solidarietà e nuove forme di mutualismo, in alternativa alla frammentazione e alla solitudine del lavoro e delle lotte.

Slogan delle prime organizzazioni sindacali americane, alla fine del XIX secolo, quando si trattava di superare il sindacato di mestiere e favorire l'organizzazione di una forza-lavoro immigrata, intermittente, fortemente mobile era: «un torto fatto a uno di noi è un torto per tutti». La sfida del nostro tempo è conferire, nelle lotte e nelle rinnovate forme di mutualismo, attualità a questo slogan.

Comments (3)

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    Salvatore Forza ragazz*!!!
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      Giancarlo PDB USER276238 PDB EXTERNALID436935
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        Domenico Forza compagni!

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        Questo progetto ha segnalato obiettivi di sviluppo sostenibile

        Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

        5. Uguaglianza di genere

        Parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.

        8. Lavoro dignitoso e crescita economica

        Buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.

        10. Ridurre le disuguaglianze

        Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

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