oppure

Registrati con il tuo indirizzo email

Oppure, solo se sei una persona fisica (NO azienda/associazione), puoi scegliere anche di registrarti con i social:

Inserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.

Ricordi la tua password?

Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

E-neet

Una campagna di
Giovanni Galluccio

Contatti

Una campagna di
Giovanni Galluccio

E-Neet

E-neet

Campagna terminata
  • Raccolti € 0,00
  • Sostenitori 0
  • Scadenza Terminato
  • Modalità Prenotazione quote  
  • Categoria neet

Una campagna di 
Giovanni Galluccio

Contatti

Il Progetto

E-NEET

Ciao. Sono un ex sindacalista, ho 44 anni, sono rientrato in cooperazione sociale, ad aprile 2014, dopo oltre otto anni di distacco sindacale, a tempo pieno, presso la UIL Agroalimentari del Trentino - Alto Adige SüdTirol e del Veneto. Prima del sindacato, ho maturato esperienza in Onlus e cooperative sociali, che si occupano di minori e famiglie in difficoltà, e di minori stranieri non accompagnati (status recepito legislativamente dall'Italia, grazie all'iniziativa, tardiva, del Ministero di Grazia e Giustizia, a partire dal 2001).

Dal 2005, mi sono occupato, da dirigente sindacale, di agricoltura, industria alimentare, cooperazione agricola, forestazione, consorzi di bonifica e miglioramento fondiario, pesca rivierasca e d'altura, acqua cultura ed itticultura, allevamento e zootecnia. In Trentino, ho potuto concentrarmi su una specificità, resa possibile, sin dal 1990, grazie all'autonomia speciale della Provincia Autonoma di Trento, ed a due comparti di Lavoro Socialmente Utile, che integrano il normale bacino d'utenza LSU nazionale, con due potenti specificità locali - il c.d. "Progettone", ovverosia un comparto di oltre 1.500 occupati, che sono inseriti in un sistema protetto, che accompagna donne over 45 e uomini over 50, garantendo loro, e fino alla maturazione dei requisiti pensionistici, un'occupazione stabile, condizioni di lavoro tutelate contrattualmente, ed un salario dignitoso, e l'intervento 19 (ex Azione 10 dell'Agenzia del Lavoro della PAT), intervento che occupa, oggi, oltre 1.300 unità lavorative annue, grazie al cofinanziamento del FSE, in interventi rivolti, storicamente ad utenza a rischio di marginalità ed esclusione sociale, e, più di recente, destinati, in maniera crescente, a disoccupati di lunga durata (oltre i 24 mesi di iscrizione alle liste dell'Agenzia del Lavoro della PAT), categoria di persone, che, prima della crisi, rappresentavano, soltanto, la cosiddetta soglia fisiologica di inoccupazione, che è statisticamente ineludibile, anche nelle migliori esperienze della socialdemocrazia nord europea.

Con il prossimo 31 dicembre 2014, l'FSE non potrà finanziare oltre l'intervento 19, nella ex isoletta felice del Trentino, e si rischia che oltre 1.300 persone, molte delle quali ormai fidelizzate, anche in percorsi di recupero e reinserimento sociale, talora pluriennali, siano a rischio di nuova marginalizzazione, quando non di ricaduta in non sporadici comportamenti di dipendenza psicologica, consumo e dipendenza multi sostanze, alcolismo, sindromi psichiatriche, talora anche gravi.

Ritengo, perciò, di dover mettere a disposizione, non solamente del movimento cooperativo trentino, l'esperienza maturata, prima in anni di volontariato, nel mondo delle tossicodipendenze e delle cooperative di reinserimento lavorativo, e nelle realtà rivolte agli ex detenuti, in Sicilia, e poi con affidamenti in prova e progetti ponte scuola/lavoro per minori sottoposti a regimi restrittivi delle libertà personali, domicili autonomi o semi autonomi e altre realtà comunitarie protette, e, negli ultimi otto anni, al servizio dell'avanguardia della resilienza, rappresentata dal variegato e composito mondo delle oltre 3.000 U.L.A. occupate fra LSU nazionali, Progettone ed interventi dell'Agenzia del Lavoro, in Trentino.

E-Neet, questo il nome della micro cooperativa che ho in mente, vorrebbe partire, in fase di start up, come una realtà di volontariato sociale e coordinamento di iniziativa occupazionale cooperativa, e di produzione lavoro, appoggiata alle cointeressenze con il Centro Servizi per il Volontariato, del Trentino, le quattro realtà hub, già esistenti, in Trentino (rete Impact Hub di Rovereto-Val di Fiemme-Trento, ed i tre, neonati, hub specialistici, sul turismo, sulla cultura e sull'economia sociale), e per creare, in progress, un Centro Sviluppo e Occupazione, permanente raccordo, dedicato, in particolare, ma non solo, a NEET, pre-NEET, "fuoriusciti dal lavoro", esodati e persone diversamente esuberanti, che non possano essere ricollocati, con gli strumenti tradizionali, o di cui si possa valorizzare eventuali specificità curriculari, anche al di fuori dei tradizionali sbocchi, pubblicamente assistiti e summenzionati.

Non saremo mai una comunità con coscienza di classe, e nemmeno un aggregato di diverse realtà con cui sia facile lavorare e coesistere. La sfida è impegnativa, e richiede grande consapevolezza dei propri limiti e della difficoltà di governare aggregati "poli problematici". Siamo però, troppo spesso, singoli, individui atomizzati, che fanno fatica a far sentire la propria voce, spesso rinunciando a cercare soluzioni autonome, in un paese che inneggia al lavoro, per i giovani in primis, senza riuscire a produrlo, alle pari opportunità, senza riuscire a tutelare le "normali" opportunità e/o diversità, e che santifica il lavoro, su cui è basata la nostra Repubblica, senza rinunciare a manomettere la Costituzione, con leggi ordinarie, votate da una maggioranza, espressione di un Governo, e di un'opposizione, eletti con una legge incostituzionale, facendo leva sulla retorica solidaristica, che, troppo spesso, indulge in buonismi legati al valore sociale del lavoro, per celare interessi di mera speculazione sovrastrutturale.

Ai Recruiting Solution Specialist preferiamo i Reclutatori Sapiens Sapiens, una specie in via di estinzione, ma ben tutelata, almeno in Trentino.

Da circa un anno, stiamo cercando alternative lavorative alle situazioni di tanti "ex", con la sensibilità di un (ex) sindacalista, unita a quella di un (ex) cooperatore, di un (ex) PR, di un (ex) comunicatore politico istituzionale, di (tanti ex) manager, con le Church's sfondate ancora ai piedi, e tenendo bene a mente l'esperienza inglese del post tathcherismo, e la rivista Big Issue, che era venduta dai senza fissa dimora, all'uscita del London Tube, già negli anni '90, curata da una redazione di giornalisti professionisti, disoccupati e Free lance, volontari, auto organizzati in forma mutualistica. 
Vent'anni dopo, Big Issue è la "bibbia" della lingua viva, e persino nei templi della tradizione conservatrice anglosassone, se vuoi prepararti a un Cambridge certificate, devi studiare su Big Issue la lingua reale, parlata dalle nuove tribù metropolitane. In Italia, qualche esperienza analoga si è tentata, con alterne vicende con Ora d'Aria e altre riviste prodotte e/o vendute da senza fissa dimora, in Emilia, Lazio e Lombardia.

Non trovando soluzioni plausibili, per ogni singolo nostro utente, cominciamo seriamente ad annoiarci, abbiamo un enorme data base di capitale umano a rischio di arrugginimento, di senescenza precoce, di depressione diffusa e trasversale, quella non dichiarabile dai preoccupanti dati intergenerazionali che emergono dalle ricerche Isfol e di altri autorevoli osservatori.

Abbiamo maturato una conoscenza del mercato del lavoro locale millimetrica, forse addirittura esagerata, rispetto alla staticità del mercato stesso. 

Al momento facciamo i consulenti degli studi di head hunting, in maniera assolutamente no profit, praticando solidarietà con quelle strutture che, in Assoconsulting aderiscono, in ambito confindustriale, ad un rigido codice etico di valorizzazione della risorsa umana e di correttezza e riservatezza, che consente loro di operare in assoluto riconoscimento non solamente da parte dei committenti pubblici e privati, ma anche dei candidati in cerca di occupazione.

Mentre la crisi sta assottigliando il mercato reale, e si assiste al proliferare di idee copia ed incolla, sopratutto in Trentino (e, sopratutto, in cooperazione, dove le piccole coop. e le realtà dei servizi per il volontariato stanno soccombendo, o finiscono fagocitati da cooperative più grosse, con realtà più solide e patrimonializzate alle spalle, ma spesso senza idee, se non quella ingorda di acquisire i piccoli con la presunzione di "razionalizzare il mercato").

Il classico meccanismo dove i consorzi di terzo livello fanno concorrenza, magari involontaria, a quelli di secondo livello, che ne fanno, talvolta di sleale, alle singole cooperative associate, non è più sostenibile, rivela un'elefantiasi delle strutture cooperative stesse che rivela un eccesso di apparato e poca propensione alle dinamiche innovative. 

C'è bisogno di maggiore sobrietà e di una struttura snella, che tagli, trasversalmente, sui costi di rappresentanza e di cura dell'immagine e investa in concretezza

Ecco la nostra idea, su cui vorremmo confrontarci con voi, accettare i vostri contributi, siano essi richiesta di partecipazione, prenotazione di quote potenziali, azionariato sociale, azionariato diffuso o donazioni, anche anonime e/o a fondo perduto, sponsorizzazioni istituzionali o private.

Ci presentiamo:

- il nome provvisorio è E-Neet. Una mini coop (ma sulla forma sociale, siamo aperti a forme scalabili, reti di imprese, società fra professionisti, che, sul modello delle coop., che propongono temporary management, anche in Trentino, e delle associazioni fra professionisti, che propongono prezzi cooperativi o politicamente sostenibili, siano interessati a sperimentarsi, attraverso le reti tecnologiche e i network degli hubber, in maniera da condividere aggregando, senza inutili moltiplicatori di costi e strutture ridondanti replicate).

La definizione di NEET è ormai patrimonio condiviso e persino l'attuale governo sta cominciando a dare timidi segnali di attenzione a questa vasta area di risorse umane, purtroppo in via di crescita esponenziale. Molti NEET, prima di auto definirsi tali, hanno una soglia di attenzione, ancora vigile, spesso solo apparente, strutturata sul profilo delle possibili ricerche 2.0, che non sostituiranno mai il vecchio mestiere dell'head hunters, ma rappresentano sopratutto in territori metropolitani l'ultima soglia della disperazione, per chi comincia a far fatica anche a sostenere i colloqui reali, i costi delle selezioni in trasferta, e vede nella tecnologia il rimedio, spesso tristemente virtuale, all'isolamento, alimentando, in realtà, nuove e pericolose forme di dipendenza alienanti.

Che ne pensate? Si può lanciare un appello per il Trentino, dal Trentino? Sono sicuro che è nel DNA della migliore tradizione mutualistica e solidaristica della Federazione della Cooperazione Trentina, si troveranno non solo finanziatori e supporter, ma tanti volontari, disposti a disperdersi per tutto lo stivale, per diffondere l'esperienza e le buone pratiche emerse, per replicarla, a costi sempre più sostenibili in un modello di sussidiarietà praticato, e non solo evocato, come un mantra, auto rassicurante, e, troppo spesso, gratuitamente autoreferenziale.

Il progetto prevede che quattro risorse umane fondino la micro cooperativa, e, con 150.000 euro, generino almeno due stipendi part time, per il primo biennio di avvio dell'esperimento, consentendo ai quattro attori di strutturare la rete necessaria ad accompagnare all'autonomia questa esperienza, forse non del tutto originale, ma necessaria a recuperare la credibilità perduta dal sistema LSU trentino, che minaccia di diventare un serbatoio di sofferenza taciuta, subita e non più ascrivibile a rarefatti bilanci sociali, redatti con dubbia sensibilità nella raccolta dei dati e nella loro elaborazione autentica, troppo spesso piegata a istanze di legittimazione politica consensualistica, più che a far emergere i bisogni autentici degli attori occupati.

Commenti (0)

Per commentare devi fare