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Remedios - doc

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Campaign ended
  • Raised € 3,705.00
  • Sponsors 69
  • Expiring in Terminato
  • Type Make a pledge  
  • Category Community & social

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The project

Il 10 dicembre 2013 la democrazia Argentina ha compiuto trent’anni. E’ stato questo il periodo più lungo consecutivamente vissuto in democrazia dal giorno della sua indipendenza.

Fino al 2003 la società argentina ha tuttavia sperimentato una sorta rimozione di una parte della sua storia, a causa delle leggi di amnistia che non hanno consentito di fare i conti con i crimini del regime militare che ha esercitato il potere tra il ’76 e l’83. A partire dalla loro abrogazione invece hanno avuto inizio centinaia di processi a carico dei responsabili di quelle atrocità che, per fare una triste contabilità, hanno generato 30 mila desaparecidos e oltre un milione di esiliati.

Ad oggi oltre 500 militari sono stati già condannati e stanno scontando attualmente le loro pene in carcere, evento senza precedenti tra le giovani democrazie della regione.

Decine di processi sono ancora in corso ed attualmente sul banco degli imputati siedono anche i complici civili della dittatura, tra cui molti imprenditori che oltre a fare affari col regime sono stati spesso i mandanti di omicidi e sparizioni. Un esempio tra tutti quello della LEDESMA, colosso dell’industria zuccheriera, che si è resa protagonista della persecuzione di lavoratori e sindacalisti.

Un ulteriore sforzo delle istituzioni argentine nel decennio appena trascorso è stato quello di favorire la conoscenza e la memoria di quegli eventi, anche attraverso la riconversione di luoghi un tempo dell’orrore in luoghi di cultura. E’ questo il caso della ex ESMA di Buenos Aires, il più grande centro clandestino di detenzione, tortura e sparizione attivo in Argentina durante l’ultima dittatura militare, dove oggi hanno sede associazioni dei diritti umani (Madres de Plaza de Mayo, Abuelas de Plaza de Mayo, H.I.J.O.S. ed altre) e dove vengono realizzate numerose attività educative e sociali.

“Remedios” è un viaggio e la presa di coscienza che da individuale diviene collettiva nell’incontro con quelle donne e quegli uomini che, a trent’anni dal ritorno alla democrazia, non hanno smesso di cercare la verità, pretendere giustizia.

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