La casa editrice ad est dell’equatore nasce nel 2008, fondata da Marco e Ciro Marino. I due fratelli hanno entrambi meno di 30 anni; il padre fa il fotoincisore la madre è sarta. La prima sede è nel retro della sartoria di mamma Nunzia, a via Cupa Bolino, nel quartiere Ponticelli, periferia di Napoli, a due passi dal Lotto 0.
I due diventano subito, per tutti, gli editori del retrobottega.

Due sono le strategie principali della casa editrice:
- Editoria giovane, tagliente, di qualità,
- Rifiuto dell’editoria a pagamento

Oggi ad est dell’equatore vanta 6 collane: i Virus (narrativa); Liquid (poesia e letteratura altRa); NiMu (impegno sociale); i Cubi, (fotografia); i Barbari (saggistica) ed ha a catalogo 25 titoli.
Ad est dell’equatore è distribuita da PDE (Gruppo Feltrinelli), su tutto il territorio nazionale.
Con il sostegno degli utenti di produzionidalbasso è nato ad ottobre 2011 il progetto "le bESTie" rivolto agli autori emergenti.

Tutti i progetti di ad est dell’equatore

OLLIP E IL GRANDE INCENERITORE

100% completato
100%

€ 2,600.00

di € 2,600.00

54

supporters

End

timing
Finanziato
Le schede didattiche sono approvate da Legambiente

Una fredda sera di pioggia, nel traffico cittadino, tra le ruote sfreccianti delle auto, spunta qualcosa di insolito, di incredibile addirittura: un polpo! Serafina e Nello, i due fratellini coprotagonisti di questa storia, dopo entusiasmo e sorpresa iniziale, raccolgono l’animale tramortito e di nascosto dalla mamma lo portano a casa, per salvarlo...

Ollip è il nome del piccolo esserino color magenta proveniente dal pianeta Pepipòpeop. E cosa ci fa un polipetto extraterrestre con poteri taumaturgici in giro per la città? Come mai è venuto qui, su questo pianeta infestato da inquinamento, rifiuti d’ogni tipo che riempiono aria, acqua e terra? Non lo sappiamo, ma intuiamo che ha una missione da compiere...

Dopo aver accompagnato Serafina e Nello nel salvataggio del polpo fuggitivo, seguiamo Ollip nel suo viaggio marino, durante il quale incontra (e salva) gli altri personaggi che lo accompagneranno nella sua impresa: uno strano scorfano intrappolato in una busta, un pulcinella di mare invischiato nel petrolio, un ratto disgustato dal “consumismo” dei suoi simili, una bottiglia di plastica miracolosamente scampata all’inceneritore... ognuno ha la sua storia, e qualcosa da ritrovare.

Il racconto della bottiglia di plastica è spaventoso: dopo essere stata utilizzata, pensava che sarebbe stata riutilizzata o almeno riciclata; invece si è ritrovata, assieme ad altri materiali ed oggetti riciclabili, imballata e pronta per essere data in pasto ad un terribile mostro che tutto divora senza sosta: il Grande Inceneritore. Con l’aiuto di un coccio di vetro è riuscita a scampare al divoramento, e a raggiungere in qualche modo il mare dove ha incontrato altri rifiuti e poi Ollip.

Ollip, arrivato nel punto dell’oceano che voleva raggiungere, si immerge nelle profondità marine, dove incontrerà il Pesce Abissale che è in realtà un suo antenato extraterrestre. La luce che emana il Pesce è, o era, la “stella” che illuminava il pianeta di Ollip e ne era fonte di vita; ma ora è offuscata per via dell’inquinamento e dello strato di plastica sull’oceano, e non raggiunge più quel lontano corpo celeste. Ecco dunque qual era la missione di Ollip: scoprire perché sul suo pianeta non arriva più quella luce dalla Terra, e cercare un rimedio....

Toccherà dunque ad Ollip prendere l’energia cosmica dell’Antenato e con quella sconfiggere l’Inceneritore. Quest’ultimo, infatti, è anch’esso una creatura dello Spazio, intrappolata dagli Umani per bruciare tutti i rifiuti. A questo punto si inserisce il tema del ciclo dei rifiuti: l’inceneritore impedisce che si faccia la riduzione a monte dei rifiuti, la raccolta differenziata e il riciclo. Solo liberando gli Umani ed il pianeta Terra dall’Inceneritore si avvierà un corretto ciclo dei rifiuti; la riduzione dell’inquinamento e della quantità di rifiuti farà sì che la luce dell’Antenato possa di nuovo splendere attraverso lo spazio, fino al pianeta Pepipòpepop.

Insieme ai suoi fidi compagni, Ollip arriva così alla battaglia finale contro l’Inceneritore, che alla fine non verrà distrutto ma liberato dall’energia dell’Antenato, e potrà finalmente tornare a vagare nello Spazio cosmico.

Il finale rimane aperto, con i cinque amici che riprendono ciascuno il suo viaggio alla ricerca di qualcosa (Ollip vuol tornare a casa, il pulcinella di mare vuole raggiungere la sua colonia, lo scorfano vuole sapere come mai può respirare fuor d’acqua, il ratto è in cerca di una società più equa, la bottiglia di plastica vorrebbe essere riutilizzata in modo utile e creativo...), mentre a Serafina e Nello è affidata la difficile battaglia futura per il pianeta Terra, in un mondo dove l’ennesimo politico-imbonitore promette la costruzione di nuovi inceneritori.


Ollip è una storia fantastico-fantascientifica con una forte connotazione ambientalista. In ciascun capitolo emerge un problema legato all’ambiente; in coda ad ogni capitolo, una scheda didattica presenta ai ragazzi, in maniera discorsiva, problematiche e possibili soluzioni su:

• raccolta differenziata
• riuso
• riciclo
• inceneritore
• riduzione dei rifiuti
• compost
• “rifiuti zero”

L’intento principale del libro è una sensibilizzazione contro la politica degli inceneritori. Per le ragioni di una scelta così politica (che i media e i cosiddetti “esperti” vorrebbero spacciarci per una questione puramente “tecnica”) rimando ai libri di Guido Viale (Azzerare i rifiuti, Bollati Boringhieri; Un mondo usa e getta, Feltrinelli) e ad alcuni suoi articoli reperibili in rete.



Luca Dalisi, (Napoli, 1969), alias Luk, illustratore/fumettista/grafico, è autore de La polvere dei miei stivali – Vita e morte di Pat Garrett sceriffo e Billy The Kid poeta (Lavieri, 2011); Refusenik (Il Grifo, 2009); Da Silly Cowboy (Le Nuvole, Cosenza 2005) e, con Gabriele Frasca, Il fermo volere, romanzo visivo con illustrazioni a fronte (edizioni D’If, 2004). Ha realizzato copertine e illustrato libri (soprattutto per bambini e ragazzi), tra i quali La bibliotecaria (Fanucci 2009), La strana storia del pesciolino rosso... (L’Isola dei Ragazzi 2004), Pomigliano, il galeone... (Massa 2004). Come grafico cura l’immagine del Centro territoriale Mammut di Scampia, della rivista “Il Barrito del Mammut”, del gruppo rock Tunnel Fx (The Acrobat, 2012; Missing over you, 2009). Recentemente ha pubblicato sue storie a fumetti nella rubrica Graphic novel de “La Lettura”, supplemento del “Corriere della Sera”.
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