Una campagna di Laura Balestieri
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Lea ha un grande sogno: essere vista.
Ciao! Sono Laura, ho 21 anni e studio Cinema alla RUFA (Rome University of Fine Arts). Da qualche mese sto lavorando al mio nuovo cortometraggio indipendente - LIA - che io e la mia troupe gireremo a Roma a fine maggio. Ogni ricondivisione e ogni contributo, anche il più piccolo, è un passo in avanti verso la realizzazione di questo progetto. Le donazioni ci aiuteranno a coprire i costi per location, noleggio di attrezzature, trasporti, pasti e compensi per gli attori, ma - soprattutto - per distribuire il cortometraggio e farlo girare nei festival.
Lea ha 22 anni e si è da poco trasferita a Roma dalla sua piccola città. Quando balla e recita, Lea è energica, instancabile e determinata, ma quando le luci si spengono Lea si sente invisibile, noiosa e impacciata. Solo sul palco - anche in ultima fila - Lea ha la breve l’illusione di ricevere quell’applauso di cui ha tanto bisogno. Tutte le sue insicurezze vengono a galla dopo uno spettacolo, durante la festa della compagnia teatrale. Uno dei suoi compagni sbaglia il suo nome, chiamandola “Lia” e la ragazza, seduta all'angolo della tavolata, vorrebbe scomparire. Lea vorrebbe essere magnetica, estroversa e divertente come gli altri, ma in una continua auto-analisi finisce per rimanere anonima e in silenzio. La persona che, però, attira più il suo sguardo è Rachele, una ragazza bellissima, che riesce a far ridere tutti senza sforzarsi, mentre Lea fatica tantissimo anche solo ad inserirsi in un discorso. Rachele ha anche le attenzioni di Nicolò, il ragazzo per cui Lea ha una cotta.

Tra un bicchiere e l’altro, Lea riceve le attenzioni che spera solo in alcuni brevissimi istanti; altre volte, invece, se lo immagina solo. Il suo momento pare arrivare quando Alba, la regista, ringrazia uno a uno i membri della compagnia e Lea sembra essere rimasta l’ultima da nominare. Il suo sorriso però si spezza quando Alba chiama Rachele al posto suo, dimenticandosi di nominarla. Schiacciata dalla delusione, Lea rimane ferma, con le lacrime agli occhi. Lea spera che Nicolò la cerchi, ma l’unico ad accorgersi del suo dolore è Carlo, introverso come lei. Lea gli sfugge, incapace di accorgersi che qualcuno la vede. Lea si lascia andare nel vino e in un ballo frenetico fino all’ultimo respiro, cercando di evadere da una realtà dove nessuno sembra applaudirla.
Se all’inizio del cortometraggio Lea sembra esibirsi solo per sè, presto si svela che il vero motivo per cui sta ballando è una grande fame di applausi. Lea è giovane e fa parte di una generazione che vive di validazione esterna, incapace di godere dei propri traguardi se non confermati dallo sguardo degli altri. In un mondo dove il valore si conta con il numero di followers, chi sei se nessuno ti vede?

Quello che per tutti è un momento di festa, per Lea è un test, in cui per sopravvivere deve assomigliare al suo modello ideale: Lea deve essere divertente, estroversa, intelligente, brillante e, paradossalmente, "spontanea". Nell’ansia di spuntare ogni casella, Lea finisce per rimanere immobile, in silenzio. Il suono rappresenta questo soffocamento: il chiacchiericcio rumoroso, la musica della festa e le risate da cui si sente esclusa sono alte e fastidiose, continuo promemoria di un divertimento a cui non riesce ad accedere. La resa visiva è frenetica, fuori fuoco e distorta, come la sua percezione di sè; la luce è un bagliore accecante che cancella i contorni di Lea, lasciandola senza una chiara lettura di sè stessa.
Quello che vorrei raccontare con questo cortometraggio è quanto possa essere sfinente e logorante cercare di sentirsi all’altezza, quando si delega il verdetto agli altri.
Ringrazio di cuore chiunque deciderà di sostenere questo nuovo cortometraggio, entrando a far parte di questo piccolo grande progetto :)
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