Una campagna di Alessia Improta
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Ciao a tutti,
mi chiamo Alessia e sono una giovane regista.
Fin da quando ero bambina sognavo di fare cinema... o forse è più giusto dire: sognavo di raccontare storie ed emozioni.
Ricordo ancora i pomeriggi passati a guardare film western con mio nonno. Io ero lì, con la testa piena di codini che mia mamma mi faceva ogni mattina, e mentre sullo schermo scorrevano quelle immagini, nella mia mente nascevano mondi interi.
Dopo quei film, io e mio nonno giocavamo con dei soldatini da collezione e un vecchio treno giocattolo. Io iniziavo a inventare storie, a dare un senso a quei personaggi, a trasformare il gioco in racconto. Senza saperlo, stavo già facendo cinema.
Per me il cinema non è mai stato solo una passione o una vocazione: è un linguaggio. È il mio modo di comunicare.
Perché quando sei una persona introversa e le parole faticano a uscire, allora il cinema diventa la tua voce. Una voce che attraverso le immagini ed i suoni urla emozioni profonde seminate dentro di te.
Senza il cinema non saprei chi essere. Lo so, può sembrare una frase fatta, ma è la verità più semplice che conosco. È l’unico modo che ho per raccontarmi davvero, per entrare in relazione con gli altri, per dare forma a ciò che sento.
Il cinema è il mio modo di esistere nel mondo.

Detto questo, forse volete sapere davvero perché sono qui.
Ecco, ho un piccolo sogno nel cassetto e ho bisogno del vostro aiuto.
Questo piccolo sogno si chiama La bottega del domani, ed è il mio primo cortometraggio. Un cortometraggio completamente indipendente, fatto di persone che come me, hanno la stessa urgenza di raccontare qualcosa.
Questa è una storia che parla ai giovani adulti, a una generazione che si sente spesso sospesa.
Parla di scelte, incertezze, dubbi e della paura del futuro.
Di quella sensazione sempre più diffusa, soprattutto negli ultimi anni, di sentirsi in bilico, senza certezze, con il timore di star perdendo tempo e di non riuscire a costruire nulla di solido nella propria vita.
Viviamo in una società che ci chiede di scegliere in fretta: chi essere, cosa diventare, quanto valiamo.
E lo fa spesso senza lasciare spazio al dubbio, alla fragilità, all’errore.
Ci viene chiesto di essere adulti, quando dentro siamo ancora in costruzione.
È da qui che nasce La bottega del domani.
Questo progetto nasce da un’urgenza profonda: il bisogno di raccontare una condizione condivisa, fatta di precarietà, aspettative e silenzi.
Un’esigenza che preme per uscire fuori e trovare finalmente una voce.
Qualcosa di tanto personale quando generazionale.
Vi siete mai sentiti bloccati? Fermi, li ad aspettare che succeda qualcosa nella vostra vita? e vi sembra che mai niente stia cambiando davvero?
Ecco, da dove nasce tutto questo.
DI COSA PARLA QUESTA STORIA?
Questa storia si interroga su ciò che potrebbe accadere quando due giovani adulti completamente diversi, un sognatore dalla vita misera ed una venditrice cinica bloccata nel suo ruolo, si incontrano. Entrambi vittime dello stesso sistema, un sistema spietato, che non lascia la reale libertà di scelta.
E da qui scaturisce una domanda: Possiamo ancora scegliere, anche quando tutto sembra già deciso per noi? Anche quando la paura di cambiare strada ci tiene fermi, bloccarti ed incapaci di muovere un passo?
SINOSSI
In un futuro prossimo, esiste un programma statale che offre ai giovani senza prospettive una soluzione definitiva.
Anita gestisce tale procedura nella sua bottega, un luogo dove la morte è stata trasformata in un servizio efficiente e rassicurante.
Ma l'arrivo di Fabio, un ragazzo pieno di vita e allo stesso tempo privo di speranze, incrina l'equilibrio perfetto della sua routine.
In un sistema che decide per entrambi, Anita è costretta a mettere in discussione il ruolo che le è stato assegnato.
GENERE
Distopico - Drammatico
VI PRESENTO I PERSONAGGI
ANITA: Ha poco più di 30 anni. É una persona precisa, ordinata, impeccabile. Una vera professionista.
Pur di sopravvivere, ha scelto la stabilità di un lavoro atroce.
Dietro ad un sorriso un po troppo forzato ed una disciplina ferrea, si nasconde una persona anestetizzata, schiacciata dai sensi di colpa

FABIO: Ha 30 anni, soglia massima a cui si può aderire al programma statale.
É sensibile, goffo, sembra un bambino.
Non ha una stabilità economica e nessuno sembra riconoscergli un posto nella società, eppure conserva ancora uno sguardo innamorato per la vita.
E proprio nel luogo della morte, Fabio non smette di cercarla

MOODBOARD

PRODUZIONE
Il cortometraggio verrà realizzato in un'unica location, con due attori principali. La durata sarà intorno agli 8 minuti e si prevede di girare intorno Aprile-Maggio in tre giorni. Avremo una troupe sostanziosa per assicurarci di portare a casa un lavoro fatto bene e di qualità
COME USEREMO I FONDI
Diciamolo, ogni volta che si realizza un progetto audiovisivo i soldi sembrano non bastare mai. Tra affitto location, attori, troupe, attrezzatura, oggetti di scena, costumi...sembra di non rientrare mai dentro al budget. Per non parlare degli imprevisti... quelli ci sono sempre!
Quello che chiediamo con questa raccolta fondi è aiutarci a recuperare una buona somma per coprire gran parte della produzione.
In particolare modo, coprire le spese della location che sono molto alte e dare giustizia al lavoro dei due attori, oltre poter ringraziare tutte le persone che si sono offerte di dare una mano.
Ogni piccola somma donata, ci aiuterà a concretizzare questo progetto e a non lasciarlo tra la polvere di un cassetto chiuso.
La nostra speranza è di poter realizzare questo piccolo sogno e condividerlo presto con tutti voi!
A chiunque darà supporto a questo progetto, che sia un piccolo o grande contributo, ve ne sarò eternamente grati.
Grazie a tutti!
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