Una campagna di Arci Nazionale
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C'è un silenzio assordante nel Mediterraneo. È il silenzio di chi si volta dall'altra parte mentre migliaia di vite svaniscono tra le onde e il governo, invece di attuare le leggi internazionali che obbligano gli Stati al soccorso in mare, con i nuovi decreti non fa che rendere sempre più difficile e rischiosa ogni operazione di salvataggio.
Ma c'è anche un rumore che non si ferma: è quello della resistenza di chi sceglie di esserci.
Il progetto "TOM - Tutti gli occhi sul Mediterraneo” promosso da Arci, Sailingfor Blue Lab e Sheep sta per tornare in mare, ma per farlo abbiamo bisogno di te. La nostra barca ha bisogno di te.
La Nihayet Garganey VIha bisogno di cure, manutenzione e nuove attrezzature per poter tornare a essere ciò che è sempre stata: gli "occhi" che il mondo finge di non avere.
Mentre l’indifferenza diventa la norma e il soccorso un miraggio, noi scegliamo la resistenza. Scegliamo di esserci.
Abbiamo un obiettivo ambizioso: rimettere in acqua la Nihayet Garganey VI il più presto possibile.
Fino a poco tempo fa, il progetto "Tutti gli occhi sul Mediterraneo" contava su due imbarcazioni pronte a testimoniare e monitorare. Oggi, la situazione è cambiata. Una delle nostre navi, la Karma, che ha partecipato con coraggio alla flottiglia di settembre 2025, è stata sequestrata dall'esercito israeliano. Un atto che tenta di spegnere i nostri occhi e di svuotare il mare di testimoni scomodi.
Proprio per questo, tornare in acqua con le forze rimaste non è più solo una missione, è una necessità vitale. Non possiamo permettere che il sequestro di una imbarcazione indebolisca il nostro progetto.
Per farlo servono lavori indispensabili per la funzionalità della barca e per navigare in sicurezza; altri lavori ci permetteranno di migliorare il nostro impatto ambientale. Complessivamente sono necessari 38.500 euro.
Sappiamo che c'è una grande comunità che resiste insieme a noi, non serve essere marinai per farne parte. Esiste un equipaggio che non sale a bordo, ma rende possibile ogni partenza: l’equipaggio di terraferma.
È fatto di persone che scelgono di sostenere, di non voltarsi dall’altra parte, di rendere possibile la presenza in mare quando altri scelgono l’assenza.
Dietro ogni partenza c’è un lavoro silenzioso, concreto e necessario. L’officina della nostra Resistenza è fatta di manutenzione, sicurezza e cura.
Questi sono i lavori che abbiamo previsto per fare tornare in mare la Nihayet Garganey VI:
Totale interventi: circa 38.500 €
Ogni contributo è un pezzo di questa officina. Ogni lavoro completato è un passo in più verso il mare.
Tornare in mare è il nostro modo di dire "no" a un sistema che ha normalizzato la tragedia e fatto dell’omissione di soccorso, e quindi della morte di vite innocenti, uno strumento per comunicare a chi scappa da guerre, fame, persecuzioni che in Europa, ex culla dei diritti umani, non si può venire. Mentre i soggetti istituzionali preposti al salvataggio spesso ignorano il grido di chi affonda, noi scegliamo di essere presenti.
Scegliamo di guardare, raccontare, testimoniare e restare umani.
L'indifferenza è complice. Ogni nostra barca in mare è un presidio di civiltà che si oppone all'ingiustizia.
Ogni euro è un passo verso il mare, ogni condivisione è un faro acceso contro l’indifferenza.
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