Una campagna di Antonio N. Maro
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Alcuni anni fa mi sono trovato ad essere sfrattato e fisicamente cacciato di casa, proprio in un momento in cui ero senza lavoro. Avevo €73,50 sul conto corrente, niente lavoro e mi sono trovato in mezzo alla strada. Non sapevo dove dormire quella sera.
Alcune persone (poche, 3) mi sono venute in aiuto consentendomi di ricominciare e di non diventare un barbone; e le porterò sempre nel mio cuore per questo grande gesto. Oggi tu che leggi hai l'opportunità di aggiungerti alle persone a cui dovrò una riconoscenza che non si dimentica.
Oggi mi sto certificando per svolgere una professione della quale ho già le basi, avendo operato per anni in campi ad essa collegati. Una professione che va ad aiutarefamigliechestannoperperderela lorocasa, aiutandole a salvare il salvabile, come spiegato qui sotto.
Aiutami a realizzare questo, anche con poco. Grazie.
NON LO FACCIO VOLENTIERI DI USARE COME ESEMPIO GLI ANIMALI D'AFFEZIONE. MA VOGLIO FARTI RIFLETTERE, TU CHE MI STAI LEGGENDO.
SE QUESTA FOSSE UNA COLLETTA PER OPERARE UN CANE CHE HA BISOGNO DI CURE, VERSERESTI UNA PICCOLA QUOTA? POCHI EURO? IO CREDO CHE MOLTI DI COLORO CHE STANNO LEGGENDO LO FAREBBERO.
QUI NON SI TRATTA SOLO DI AIUTARE ME. È VERO, AIUTERAI SICURAMENTE ME NEL LAVORO CHE HO SCELTO. MA AIUTERAI CON CERTEZZA ANCHE UN GRAN NUMERO DI FAMIGLIE DALLA TOTALE ROVINA ECONOMICA. SECONDO IL BUSINESS PLAN REALISTICO PREPARATO INSIEME AL MIO GRUPPO DI LAVORO, POTRÒ SALVARE MEDIAMENTE DA 3 A 5 FAMIGLIE 'OGNI ANNO'.
NON VALE FORSE QUESTA CAUSA ALMENO QUANTO L'ESEMPIO CHE HO FATTO PRIMA? SE PENSASSI CHE NON È COSÌ, NON MI SAREBBE NEMMENO VENUTO IN MENTE DI PROPORRE QUESTA RACCOLTA FONDI.
SE TI HO CONVINTO, AGISCI ADESSO. LA CIFRA OVVIAMENTE LA DECIDI TU, MA SAPPI CHE VA BENE QUALUNQUE IMPORTO. CONTA IL GESTO.
LA DONAZIONE PUÒ ANCHE ESSERE ANONIMA (PERÒ MI DISPIACEREBBE NON POTER NEANCHE DIRE GRAZIE).
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Evitiamoallefamigliel'ergastolofinanziario! Che cosa accade veramente alle famiglie che subiscono un pignoramento.
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In quest'epoca, moltissime persone vanno incontro a difficoltà finanziarie almeno in qualche periodo della loro vita. Il 15% delle famiglie italiane viene considerato in stato di povertà o prossimo ad essa. E molte di queste famiglie, a causa di debiti che si accumulano, finiscono per subire il pignoramento della loro casa.
Forse non tutti sanno che, nella grande maggioranza dei casi (97%), chi subisce un pignoramento non riuscirà a saldare il suo debito nemmeno dopo la vendita della sua casa all'asta.
Ma come, dopo che gli hanno portato via la casa, non li lasciano in pace?
La risposta è no, ma in genere chi subisce il pignoramento della casa lo scopre soltanto dopo.
IL DEBITO AUMENTA A DISMISURA
Questo succede perché i debiti risultano sempre molto superiori a quanto il debitore ritiene: al debito iniziale si aggiungono interessi legali, interessi di mora, spese legali e spese di procedura, dunque una serie di professionisti da pagare che spesso gonfiano notevolmente le loro parcelle in questi casi.
A ciò si aggiunge che la persona pignorata solitamente smette di pagare il condominio, il riscaldamento, la tassa rifiuti, eventuali cartelle esattoriali, per anni fino all'esecuzione dello sfratto.
Cosicché il suo debito molto facilmente può gonfiarsi fino al doppio o al triplo dell'importo iniziale.
D'altro canto, la casa viene quasi sempre svenduta alla terza o quarta asta, e ogni volta il prezzo base viene ridotto del 20%.
Il risultato è che, dopo la (s)vendita della casa, l'esecutato rimane debitore ancora per decine di migliaia di euro, e sarà "braccato" per il resto della sua vita con telefonate e lettere di sollecito.
LA VITA DEL PIGNORATO DOPO AVER PERSO LA CASA ALL'ASTA
Se la cosa finisse qui, potrebbe essere ancora sopportabile. Ma non è così: il pignorato non potrà mai più avere accesso al credito, non potrà mai più comprare nemmeno un telefonino a rate, non potrà avere un conto corrente perché gli bloccherebbero subito le somme che vi deposita o che riceve, e non potrà mai più avere un lavoro in regola perché gli verrebbe sequestrato un quinto dello stipendio (oltre al disagio che il datore di lavoro debba apprendere di questa situazione).
Al momento di andare in pensione, anche questa gli verrà decurtata di un quinto, per un debito residuo che continuerà ad accumulare interessi e che diventa praticamente INESTINGUIBILE.
La persona pignorata non potrà più avere nemmeno un'auto intestata perché gli verrà applicato il fermo amministrativo, col quale si vieta la circolazione del mezzo e inoltre sarà impossibile venderlo. Una sorta di condanna a morte finanziaria.
Per far fronte a queste circostanze veramente spiacevoli, si è andata affermando in anni recenti una particolare figura professionale che, mettendo in atto una complessaprocedura, apre una trattativa con ciascun creditore, con l'obiettivo di ottenere una liberatoria e la rinuncia agli atti da parte di ognuno di loro, interrompendo la procedura esecutiva e cancellando all'esecutato tutti i debiti di una vita, in modo che a lui e alla sua famiglia sia concessa una nuova chance di ricominciare la vita liberi dai debiti. Viene anche fornito un aiuto per l'entrata in una nuova abitazione (spese trasloco e primi mesi di affitto pagati).
Ecco, io sto seguendo il percorso professionale per poter esercitare questa attività, in modo che ne possano beneficiare coloro che abbiano avuto grossi problemi finanziari di questo tipo.
Ma i corsi di preparazione sono piuttosto costosi perché mettere in atto l'intervento richiede molteplicicompetenze.
Una parte dei corsi me li sono già pagati, ma mi mancano altri due moduli che al momento non mi posso permettere: uno da 197 euro e uno da 732, per un totale di 929 euro, che per me rappresentano un investimento che vale cento, mille volte tanto, considerate le situazioni familiari che andrò a risolvere.
Una volta raccolta la somma sufficiente, sarannopubblicatigliestremi dei pagamenti dei corsi.
Tutti i contributori verranno menzionati nel mio costituendo sito web professionale -- a meno che preferiscano non essere menzionati --, in ordine decrescente di contributo. L'importo non verrà indicato, ma solo usato per determinare l'ordinamento.
Ai sostenitori che contribuiscono con donazione di 36,7 euro o più, restituirò la donazione maggiorata del 50% dopo i primi due interventi effettuati con successo a favore di famiglie indebitate. Tempistiche previste: un anno e mezzo.
Garanzie maggiori, a parte il fatto di metterci la mia faccia e il mio nome, non posso darne.
Aggiornamenti sulla mia futura attività si potranno trovare sul sito https://sos-tutela-casa.weebly.com/ e sulla pagina Facebook "SOS Tutela Casa".
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Sconfiggere la povertà: porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque.

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
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