Una campagna di ACS ong - Associazione di Cooperazione e Solidarietà
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In Palestina, coltivare olivi è molto più che un’attività agricola: è un atto quotidiano di resistenza e autodeterminazione.
La raccolta delle olive è un momento cruciale per la vita economica e sociale di migliaia di famiglie rurali. In Palestina l'agricoltura interessa il 60% del territorio e si sviluppa prevalentemente nell'Area C, quindi sottoposte interamente al controllo dell'esercito israeliano. Le limitazioni all'accesso alla terra e all'acqua rendono sempre più difficile vivere in quest'area, e solo il 10% della popolazione palestinese (circa 300 mila persone) vi risiede. Metà della superficie agricola è dedicata all'olivicoltura e l'industria dell'olio d'oliva costituisce il 25% del reddito agricolo, sostentando circa 100.000 famiglie.
Nel corso della raccolta delle olive del 2024 l'OCHA ha registrato almeno 225 attacchi da parte dei coloni in 82 aree della Cisgiordania, con 171 casi di uccisioni o ferimenti di palestinesi. Più di 2.500 ulivi sono stati bruciati, oltre alla distruzione e al furto di attrezzi agricoli.
La violenza contro gli agricoltori palestinesi non è un fatto isolato, ma parte di una strategia sistematica di esproprio, intimidazione e pulizia etnica. Ogni olivo sradicato, ogni contadino aggredito, ogni terra confiscata è un attacco diretto all’identità, alla memoria e al futuro del popolo palestinese.

In un contesto sempre più critico per le comunità rurali palestinesi, nasce “OliviCultura di Pace in Palestina”, una nuova alleanza tra comunità agricole del Mediterraneo per rafforzare i legami di solidarietà tra produttori, cooperative e territori.
Sostenere i contadini palestinesi oggi significa sostenere il diritto di un popolo all’autodeterminazione, alla pace e alla dignità maanche un gesto concreto di fratellanza tra i popoli del Mediterraneo, che si riconoscono uniti nella difesa del territorio e nella giustizia sociale.
Attività:
La stagione 2025 è iniziata ufficialmente il 15 ottobre, ma anche quest’anno, ancora prima del suo avvio, si sono già verificati attacchi, intimidazioni e gravi violazioni da parte di coloni israeliani e dell’esercito di occupazione: alberi distrutti, contadini aggrediti e arrestati, accessi negati ai terreni.
Le attività di monitoraggio e assistenza tecnica sono state implementate da Arab Agronomists Association (AAA), coordinatore assieme ad ACS della campagna, Palestinian Agricultural Relief Committee (PARC), Palestinian Farmers' Union (PFU), The Arab Center for Agricultural Development (ACAD) – e molti agricoltori affiliati.

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Con la tua donazione, puoi sostenere la campagna OliviCultura di Pace, un’azione concreta e collettiva per la Palestina.
Intestatario: ACS ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E SOLIDARIETA
C/O: Banca Popolare Etica
IBAN: IT49I0501812101000011000072
Bic-swift:ETICIT22XXX
Causale: Campagna Olivi Cultura di Pace
La nostra rete di solidarietà vuole radicarsi e crescere, non solo in Italia ma anche all'estero. Le iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi nei territori saranno fondamentali per sostenere il progetto e contribuire al ripristino degli uliveti danneggiati, amplificare la denuncia delle ripetute violazioni nei territori occupati e sostenere la resilienza delle comunità agricole palestinesi!
Se sei un'associazione, un collettivo o un'amministrazione e vuoi aderire alla campagna (organizzando un'evento di sensibilizzazione, una raccolta fondi ecc) contattaci via mail: olivi-culture-of-peace@acs-italia.it
La campagna è coordinata da AAA Arab Agronomists Association e da ACS ong – Associazione di Cooperazione e Solidarietà ed è sostenuta da una rete ampia e articolata di realtà italiane e palestinesi impegnate nella cooperazione internazionale, nell’agricoltura responsabile e nella promozione della giustizia economica e sociale:
Cooperativa IRIS

In aggiornamento
Per info e adesioni:olivi-culture-of-peace@acs-italia.it
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Utilizzo responsabile delle risorse: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili.

Utilizzo sostenibile della terra: proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità.

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
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