M'È CÄO / NATURE CULTURE FOOD

Sergio Rossi e Samuele Würtz

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M’é cäo (Mi é caro) è un’idea di un documentario; il racconto di una regione italiana (la Liguria) e dei suoi abitanti, gli uomini e le donne che lavorano con le risorse naturali e, con esse, hanno imparato a convivere. Una terra che ogni giorno rigenera sé stessa, in un ciclo continuo di albe e tramonti, di gesti, idee, creatività, esperienza e passione. Capire come è cambiato e come cambierà il rapporto con la natura permette di familiarizzare con alcuni aspetti della vita dell’uomo: la sua storia, i rapporti sociali ed economici tra gruppi di persone. Ripetere consuetudini, gesti e pratiche non crea mai monotonia ma sempre innovazione, proiezione verso il futuro, nuove tecnologie al servizio del lavoro e della vita. L’uomo cambia strumenti, approcci, metodi, sempre guardando avanti. La terra alimenta l’uomo e l’uomo alimenta la terra, in un ciclo virtuoso che garantisce sopravvivenza e futuro reciproci.


M’È CÄO NATURE CULTURE FOOD

L’ARGOMENTO
Negli ultimi cinquant’anni, l’Italia ha subito una trasformazione epocale. Un cambiamento che si è consumato nel giro di un decennio cambiando il tessuto sociale, il paesaggio e i rapporti tra le persone. E’ quel fenomeno che in Italia è comunemente noto come boom economico, l’inizio di un capitalismo maturo e post bellico dal quale sono cresciute le grandi potenze contemporanee. Nella nostra penisola la trasformazione è stata tanto più repentina e traumatica perché ha coinvolto una fascia di persone (soprattutto i contadini, gli artigiani, ecc.) che da sempre costituivano l’ossatura economica e sociale del bel paese. L’Italia era - prima della guerra e subito dopo - una terra prevalentemente rurale.
Nel corso del decennio che va dal 1950 al 1960 l’impalcatura economica cambia e un’ intera società – con la sua cultura, le sue tradizioni – viene spazzata via per far posto a chi , nella logica del mercato, avrebbe garantito il consumo di merci. Dal punto di vista sociale e culturale il danno è stato enorme e irreversibile; Pasolini parlò di genocidio e il termine - preso imprestito dalla strage dei nativi americani - ben descrive la sorte dei contadini italiani.

QUAL E’ IL SOGGETTO DEL DOCUMENTARIO?
M’è cäo (Mi è caro) è il progetto di un documentario su chi lavora e vive con le risorse naturali e cioè tutti coloro che derivano da quel mondo pre –industriale e di questo ne sono gli eredi (i contadini, i pescatori e gli artigiani). Il documentario cercherà d’investigare intorno ad un quesito preliminare: qual è il concetto di natura per queste persone? L’idea che l’uomo ha avuto della natura è cambiata di pari passo con l’evoluzione delle sovrastrutture e, soprattutto, dei regimi economici che si sono alternati nel corso dei secoli. Il rapporto dell’uomo con l’ambiente e la capacità di sfruttarlo sarà il soggetto del film–documentario.

Il documentario racconterà la giornata di lavoro – dall’alba al tramonto - di alcuni personaggi (scelti tra artigiani, contadini e pescatori) impegnati nel loro lavoro. Questo permetterà di raccontare contemporaneamente la storia di uomini che vivono e lavorano a chilometri di distanza, mostrando il paesaggio, le sue bellezze e le diversità. La scelta narrativa permetterà di porre gli spettatori in una prospettiva quanto più vicina a quella degli stessi protagonisti: dentro le loro stalle, a bordo dei loro pescherecci, nelle loro botteghe. Raccontare – questo in sintesi lo scopo – la vita di questi uomini senza tinte oleografiche, con semplicità e rispetto.

CHI SIAMO?

sergio rossi
Si occupa di storie e culture del cibo e della cucina. Già direttore del Conservatorio delle Cucine Mediterranee di Genova, studia le tradizioni gastronomiche delle comunità.È creatore e curatore dell'Archivio per la Storia dell‘Alimentazione Giovanni Rebora, ideatore e autore del sito internet civiltaforchetta.it e del blog ilcucinosofo.it.Collabora con alcune reti televisive e produzioni di documentari sulla cultura agroalimentare e sull'artigianato. Scrive di cucina e produzioni alimentari. Fra le sue ultime pubblicazioni:
La cucina dei tabarchini: storie di cibo mediterraneo fra Genova, l‘Africa e la Sardegna Sagep, 2010;
Tartufi, frutti della terra, figli degli dei Sagep, 2011;
Le ragioni del tonno: storia, biologia, pesca e tutela del tonno rosso mediterraneo Sagep, 2013.


laboratorio probabile bellamy
É un’associazione di promozione sociale che si occupa di cinema. Nel corso dei dieci anni d’attività, il laboratorio ha realizzato documentari, spot, e installazioni per mostre ed eventi; con Sergio Rossi collabora alla produzione di una serie di puntate televisive sull’alimentazione (Buono a sapersi, 2013).


DOVE SARÀ GIRATO?
Per fare questo percorso abbiamo scelto una regione italiana particolarmente interessante dal punto di vista ambientale e territoriale; un’area che rispondesse all’esigenza di avere una diversificazione paesaggistica piuttosto marcata (altitudini diverse, per esempio) e un serbatoio umano dal quale attingere. La Liguria offre l’esempio di un paesaggio straordinariamente diversificato e poco incline ad essere sfruttato dall’uomo. E’ un luogo di eccezionale bellezza dove il prelevamento in natura da parte dell’uomo è da condurre nel rispetto della sostenibilità. E’ quel rispetto che – di giorno in giorno – agricoltori, pescatori e artigiani garantiscono offrendo un modello di società – oltre che collaudato nel corso dei secoli – da esportare e difendere.
Il documentario sarà interamente girato in Liguria.
Le location saranno quelle più rappresentative del territorio nell’intento di valorizzare la regione attraverso i suoi molteplici paesaggi ( la fascia appenninica, l’entroterra, la costa, i borghi, le città). Le ambientazioni saranno ovviamente scelte in riferimento alle principali aree di produzione alimentare della regione.


Sito web www.laboratorioprobabile.it/mecao
Per ulteriori informazioni scarica il pdf allegato

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