MICROSTAGIONE DI MUSICA CONTEMPORANEA

Associazione per lo studio e la promo della musica contemporanea

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La musica è contemporanea.

MICROSTAGIONE DI MUSICA CONTEMPORANEA è l'incontro e la ricerca di chi scrive e chi interpreta musica oggi: una pluralità di linguaggi e libere forme d'espressione che, dalla carta allo strumento, incontrano l’ascoltatore in concerto.

Nasce come laboratorio nel 2012 su iniziativa di giovani autori, interpreti e musicologi attivi sulla scena milanese e nel 2013, con la costituzione dell'Ass. per lo Studio e la Promozione della Musica Contemporanea, culmina nella rassegna concertistica. Tra i primi obiettivi vi è quello di dar vita a un organico stabile: il MicroEnsemble.

I prossimi appuntamenti saranno a Milano il:

- 12 giugno @Amici del Loggione

- 25 settembre @Società Umanitaria

- In autunno (data da definire) @Amici del Loggione

Il progetto ha catalizzato le energie di compositori, strumentisti, cantanti e musicologi, avviando un laboratorio musicale e culturale vivo ed eterogeneo, capace di reagire al difficile panorama delle Arti in Italia, improntato alla ricerca e soprattutto volto a sfatare i pregiudizi ereditati dal secolo scorso in merito di musica "contemporanea". In una parola, un laboratorio nuovo.
Assistere a un concerto non è in definitiva un momento passivo di consumo: è un momento di partecipazione, e possiede un potenziale enorme.

Ora abbiamo bisogno del vostro aiuto, perché lo spettacolo dal vivo incorre in costi fissi a cui non è possibile sfuggire, quali Agibilità e Siae.
Ma chi getta semi al vento farà fiorire il cielo. Noi abbiamo iniziato producendo e autofinanziando Microstagione1 nel 2012 e Microstagione2 nel 2013, date un'occhiata alle foto: http://microstagione.eu/microstagione2/

Cogliamo l'occasione per invitarVi al prossimo concerto, Microstagione3, che si terrà in via Silvio Pellico 6 a Milano, ospitato dall'Ass.Amici del Loggione del Teatro alla Scala. 12 giugno 2013 - 21h.

Il simbolo di Microstagione è l’International Klein Blue, un particolarissimo punto di blu concepito e realizzato dall’artista Ives Klein negli anni ’50: un simbolo di libertà. È la libertà che anima ogni progetto nuovo; il senso di libertà che spinge a scrivere, ad ascoltare, a proseguire il discorso musicale e culturale.
Il Klein Blue, detto ciò, non è semplicemente un pigmento o una tinta; infatti il colore di Microstagione ne è soltanto una citazione ideale. Il blu di Klein è una precisa tecnica di preparazione e di stesura, e per questo non può essere riprodotto, va osservato dal vivo; l’intensità è data anche dalla forte unicità di ogni singola campitura, e la sua vista dona all’occhio e alla mente sensazioni forti e impreviste. È l’assoluta irripetibilità dell’esecuzione, il teatro in cui trova spazio il più delicato pezzo di musica, che non vivrebbe di una registrazione. Rappresenta la complicata melodia di timbri che è un concerto, nella sua totalità. È l’enorme laboratorio che c’è dietro una manifestazione culturale e la sinergia di molti elementi, personaggi e capacità che culminano nella performance.
Così, parlando di colori (e di arte visiva) per una rassegna di musica contemporanea (arte sonora) – parlando di libertà e di intensità – tutto è già detto.
Rimane soltanto da citare il pubblico; l’orecchio che rappresenta il fulcro di una rassegna musicale, ma non secondo la logica dello spettacolo, secondo quella dell’arte: espressione di contenuti e lavoro collettivo.
Se il compositore trova la serratura, e l’interprete gira la chiave, è il pubblico che apre la porta. (Francesco Venturi)
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