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<rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>Produzioni dal basso</title><link>http://www.produzionidalbasso.com</link><description>Nuove comunita' economiche</description><language>IT-it</language><item>
<title>SEVENTH VEIL DEBUT-ALBUM</title>
<pubDate>2013-05-21</pubDate>
<link>http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2463.html</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.produzionidalbasso.com/foto/bAWFY3p3cc/20130521Schermata_05-2456434_alle_12.41.38.png" alt="" /><br />Ciao a tutti, siamo una band hard rock di Verona e proponiamo pezzi originali in inglese. Quello che vogliamo fare è riproporre lo stile e la musica che hanno fatto grande la sunset strip di Los Angeles nei mitici anni 80. A un anno di distanza dalla pubblicazione del nostro primo EP 'Nasty Skin' siamo in procinto di pubblicare il nostro album d'esordio 'White Trash Attitude' che uscirà per l'etichetta discografica Street Symphonies Records. Siamo sicuri che l'album ci porterà grandi soddisfazioni visto che già l'EP aveva ricevuto ottime critiche da webzine e riviste di settore e ci ha portato a fare un tour in Grecia assieme alla band locale Cyanide4 e ad essere selezionati per il Masters of Rock a luglio in Rep. Ceca.
Inoltre si sono interessati a noi due dj radiofonici americani, uno da NYC e l'altro da Austin, che sentendoci sul web ci stanno organizzando un tour negli States. Tutto questo, però, partendo dall'album e arrivando ai tour, è interamente auto-finanziato. Siamo un gruppo giovane dove 3 su 5 studiano ancora e uno solo lavora a tempo pieno. Ci dispiacerebbe molto dover rinunciare ad inseguire i nostri obbiettivi per un problema di soldi, anche perchè come spesso si dice il treno passa una volta sola e noi siamo fermamente convinti che al giorno d'oggi senza qualche sacrificio e qualche investimento non si va da nessuna parte. Vi chiediamo quindi una mano per far si che tutto ciò si possa realizzare. Il vostro aiuto non sarà dimenticato!! Grazie a tutti!!
SEVENTH VEIL
]]></description></item><item>
<title>"THIS IS MY HOME" DOCU-LAB NEI VILLAGGI A SUD DI HEBRON-2A PARTE</title>
<pubDate>2013-05-21</pubDate>
<link>http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2462.html</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.produzionidalbasso.com/foto/ldARpWQK6C/20130521Questa_è_la_mia_casa_PROJ.jpg" alt="SEVENTH VEIL DEBUT-ALBUM" /><br />CONTESTO
Al-Tuwani, Mufaqarah, Susiya: tre piccoli villaggi di pastori nelle colline a sud di Hebron, in West Bank. Tre villaggi che soffrono in maniera particolare l’occupazione israeliana, fatta di divieti di costruire, ordini di demolizione, zone militari chiuse, violenze di soldati e coloni e molto altro ancora. Isolati dalle principali vie di comunicazione e carenti di qualsiasi infrastruttura, questi villaggi si trovano all’interno o a ridosso di un’area critica: la “firing zone 918”, una zona militare chiusa per i training militari dell’esercito israeliano e per la cui abolizione è stata lanciata una campagna (http://nofiringzone918.org/). L’esistenza della firing zone aggrava le già critiche condizioni in cui gli abitanti dei villaggi sono costretti a vivere poiché situati in Area C, zona sotto il totale controllo dell’autorità israeliana. Limitazione o negazione della possibilità di coltivare i terreni agricoli, impossibilità di costruire cisterne d’acqua o di allacciarsi alla rete elettrica (l’unico ad averla è il villaggio di al-Tuwani): questi sono solo alcuni dei bisogni fondamentali negati alla popolazione locale. Inoltre, i villaggi sono circondati da colonie israeliane in continua espansione e gli abitanti subiscono frequentemente le violenze di coloni e soldati, che agiscono indisturbati sfruttando l’isolamento della zona. 
OBIETTIVO
Comunicare le difficoltà quotidiane, le piccole vittorie, le tradizioni secolari che scandiscono la vita di queste persone diventa necessario per dare voce alla loro resistenza silenziosa: nasce da qui il progetto This is my home. Un laboratorio dedicato a ragazze e ragazzi che intende superare le difficoltà di alfabetizzazione, di cui la maggior parte dei giovani dei villaggi soffre, utilizzando lo strumento video: un mezzo che permette loro di esprimersi in maniera immediata, trascendendo i codici del linguaggio. Un’occasione per analizzare la realtà circostante e riflettere sulle strategie migliori per comunicarla all’esterno, in un percorso di crescita umana e conoscitiva che stimola la creatività e non dice mai di no ad una sana risata.
MODALITA' D'AZIONE
Come insegnare in maniera semplice ed efficace ad utilizzare una telecamera in un contesto quale quello delle South Hebron Hills? La risposta che ci siamo date è che le lezioni frontali non sono lo strumento più efficace visto il target cui il progetto è indirizzato: un gruppo di ragazze e ragazzi che normalmente non guardano film né tantomeno leggono libri o giornali. Quello che ci serviva era riuscire a creare qualcosa attraverso le loro mani, i loro occhi e le loro storie. Un qualcosa che potesse fungere allo stesso tempo da scuola sul campo e momento di svago, ma che fosse anche finalizzato a creare uno strumento di advocacy attraverso cui diffondere le informazioni su questo pezzo di terra palestinese che resiste quotidianamente all'occupazione israeliana. La strada che abbiamo scelto di percorrere è semplice e allo stesso tempo estremamente complessa: dare alle ragazze alcune telecamere e seguirle, ora dopo ora, nella realizzazione di 3 brevi documentari da 10 minuti l'uno sui villaggi da cui provengono. Chi meglio di loro può essere regista della propria storia? 
Nella PRIMA FASE - preproduzione - i ragazzi hanno analizzato le storie di ogni villaggio,
individuando i luoghi più importanti da filmare, le persone da intervistare e scrivendo le
domande da porre ad ognuna di loro.
Nella SECONDA FASE - shooting - le ragazze si sono organizzate in piccoli team di lavoro
ricoprendo, a turno, il ruolo di cameraman, giornalista e assistente alla regia. Ogni team è
stato seguito da un “esperto”. Tra questi, un gruppo di studenti palestinesi del corso di
“Media” del Palestinian Technical College di Deir al-Balah (Hebron). Dopo ogni giornata di
shooting, il materiale è stato visionato collettivamente per individuare le buone pratiche
messe in atto o gli errori commessi e capire quali dei video raccolti potessero servire a
costruire il documentario finale.
La TERZA FASE - editing - è il momento in cui tutti i pezzi del puzzle dovranno essere
ordinati. Fase preliminare e fondamentale al montaggio è la traduzione in italiano di tutti i
video realizzati dagli studenti. La traduzione verrà affidata a tre ragazzi palestinesi che
vivono a Roma.
AGGIORNAMENTI SULL'ANDAMENTO DEL PROGETTO
La raccolta fondi servirà a realizzare la terza fase del progetto, ovvero l'editing e la produzione del documentario. La prima parte della raccolta è stata un successo, grazie a voi abbiamo raccolto 1000 Euro da dedicare ai traduttori che si sono subito messi al lavoro! Ora ci servono altri soldini per cominciare con la fase di montaggio, in cui saremo aiutati da un editor professionale, e per procedere, una volta terminata, alla riproduzione del dvd di cui voi diverrete coproduttori!!! MILLE GRAZIE!]]></description></item><item>
<title>LEGGE FINI-GIOVANARDI: PROGETTO DI DOCUMENTARIO-INCHIESTA</title>
<pubDate>2013-05-20</pubDate>
<link>http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2460.html</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.produzionidalbasso.com/foto/panHuGYWhW/20130520giovanardi_fini.jpg" alt=""THIS IS MY HOME" DOCU-LAB NEI VILLAGGI A SUD DI HEBRON-2A PARTE" /><br />Documentario sugli effetti della legislazione sulle droghe sul sistema giudiziario e penale e sulla vita reale delle persone (in gran parte semplici consumatori) che si ritrovano ad essere accusate della sua violazione. 

Perchè lavorare oggi su questo tema?
La crisi economica ha reso sempre meno sostenibili i costi sistema carcerario e delle politiche securitarie a esso associate. Non è un caso che dal 2008 negli Usa la popolazione carceraria abbia smesso di aumentare ed anche in Italia (anche per effetto dell’indulto del 2006) i numeri si siano stabilizzati. 
In Italia dopo sette anni di attuazione, tutti gli indicatori mostrano come la legge Fini-Giovanardi sulle droghe sia la maggior responsabile per il sovraffollamento carcerario e la lentezza del sistema giudiziario.
L’obiettivo politico del documentario è quindi quello di contribuire a rilanciare il dibattito e la riflessione su un tema che non coinvolge i media né quelle forze politiche, che eppure spesso si impegnano a denunciare in termini vaghi l’affollamento e l’invivibilità delle carceri in Italia.

Il documentario vuole andare ad analizzare la legge, i suoi presupposti ideologici e gli effetti generati dal 2006 (anno dell'entrata in vigore) ad oggi sotto vari aspetti, di seguito una sommaria  suddivisione in capitoli della video inchiesta:

CARCERE dal 2006 (anno approvazione Fini-Giovanardi) ad oggi gli ingressi in carcere per violazione della legislazione anti-droga sono passati dal 28 al 33,15% del totale. Le denunce da circa 29.700 a a 33.700 (il 41% delle quali per possesso di cannabis). Il numero totale dei detenuti in carcere per detenzione e spaccio era di 15.100 nel 2006 mentre nel 2011 è arrivato a 27.856 (il 42,21% del totale). Mentre non vi è prova che una repressione di tali proporzioni abbia portato a una diminuzione del consumo. 

-EFFETTI SUL SISTEMA GIUDIZIARIO.  La Fini-Giovanardi ha influito pesantemente su un sistema già in crisi. Da anni si dibatte sulla lentezza dei processi in Italia, spesso in modo demagogico, mentre i dati mostrano che la legislazione sulle droghe è una delle prime cause del malfunzionamento del sistema giustizia in Italia. I detenuti ancora in attesa del giudizio di primo grado sono 14.687: il 38% di questi (oltre 5.500) sono  in custodia per accuse connesse alla legislazione anti-droga. In totale sono oltre 224mila i processi pendenti per la legislazione antidroga, prima dell'approvazione della Fini-Giovanardi erano 180mila. 

-LE SANZIONI AMMINISTRATIVE.  Quello delle sanzioni amministrative rappresenta un tema meno dibattuto, ma non per questo meno importante. Spesso le sanzioni possono rendere molto complicata la vita a chi le subisce, fino a fargli perdere il lavoro. 
Il numero delle persone sottoposte a sanzioni amministrative è raddoppiato tra il 2006 e il 2010: da 8.180 a 16.154: di questi il 74% è stato segnalato per cannabis. Parallelamente la richiesta di accedere a percorsi di recupero è crollata: da 6.713 richieste nel 2006 ad appena 518  nel 2011. Questo perché l'adesione a un programma di recupero non consente più la sospensione della pena amministrativa inflitta.

IL CONTESTO INTERNAZIONALE. La legge Fini-Giovanardi può essere adeguatamente compresa solo se collocata all'interno della cornice della cosiddetta “War on Drugs”, che mira a combattere il consumo e lo spaccio a livello mondiale attraverso la repressione. Una strategia che secondo ogni dato raccolto si dimostra fallimentare e che la “Global Commission on Drug Politics” nel giugno 2011 ha dichiarato “fallita, con conseguenze devastanti per gli individui e le società di tutto il mondo”. Mettendo in evidenza come sia lo stesso concetto delle repressione dei consumatori (e dei piccoli spacciatori) a essere non solo inutile ai fini della “guerra alla droga” ma anche il miglior alleato delle criminalità organizzata che proprio dal mercato della droga trae gran parte del suo potere.
Diversi paesi stanno progressivamente abbandonando la strada della repressione del consumo per introdurre forme di legalizzazione o depenalizzazione. Andremo in uno di questi (il Portogallo) per farci spiegare cosa è cambiato. 

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COME SOSTENERE IL PROGETTO:

La campagna di sottoscrizioni popolari servirà a:
-coprire spese di viaggio e soggiorno per i giorni di ripresa
-garantire un  rimborso alla troupe che sarà coinvolta nella realizzazione del progetto
-coprire le spese per la realizzazione e la stampa dei dvd



QUOTE DI SOSTEGNO:

1) SOTTOSCRIZIONE INDIVIDUALE:

1 quota (10 euro):  dvd ufficiale del documentario e ringraziamento nei titoli di coda



2) PER CIRCOLI, ASSOCIAZIONI, CENTRI SOCIALI E CULTURALI:

10 quote (100 euro):

10 copie ufficiali del dvd (che potrete ridistribuire presso il vostro spazio)

Il diritto a organizzare una proiezione pubblica del documentario senza altri costi aggiuntivi (neanche di diritti Siae: i dvd verranno infatti rilasciati con licenza Creative Commons 3.0). 

La citazione nei titoli di coda come co-produttori del documentario]]></description></item></channel></rss>