Sorprendente è la genesi del romanzo: nel 1992 un sacerdote, Padre Robertone, riceve nel segreto del confessionale un plico con la richiesta di aprirlo al termine di un decennio e verificarne il contenuto. E con l’autorizzazione di pubblicarlo. La vasca vuota è un’opera misteriosa e profetica sull’amore e la crisi globale, scritta in un linguaggio ironico, visionario e innovativo da due autori che per intuibili motivi hanno imposto l’anonimato. In un paese sconvolto da una non meglio definita apocalisse, dove l’autorità centrale ha perso ogni potere e gli uomini si aggrappano alle figure di riferimento a loro più prossime – gli amministratori di condominio – uno statistico, impiegato presso una fabbrica di scarpe, prosegue imperterrito la propria missione seguendo chino, passo dopo passo e taccuino alla mano, i comuni pedoni per prendere doviziosamente nota delle taglie delle loro calzature. Una vita che chiunque eccetto lui definirebbe grigia e priva di salti vitali. Eppure a lui, pur soddisfatto del compimento quotidiano del proprio lavoro manca qualcosa che egli stesso non riesce a definire fin quando non si innamora di una giovane in visita presso la vicina. La storia d’amore tra il meticoloso registratore di misure dei piedi e la frizzante girl next door procede tra balzi inattesi, fughe in avanti e precipitose ritirate sullo sfondo di guerre condominiali per la sopravvivenza e ripetuti crolli della borsa fino all’imprevedibile colpo di scena finale, ultimo anelito di speranza in un mondo dove i rapporti tra persone appaiono devastati dal cedimento di un sistema di relazioni ed economie consolidatosi negli ultimi secoli di storia occidentale.
Ben Fatto e Ben Altro sono i "nom de plume" dei due autori de La vasca vuota. L'opera ci è stata consegnata così com'è da Padre Robertone, il sacerdote che ha raccolto il manoscritto vent'anni fa, e così com'è la pubblicheremo. Non sappiamo se si tratti dell'opera prima di due autori ormai affermati o dell'opera ultima di due illustri sconosciuti ormai passati a miglior vita. Non sappiamo nemmeno se gli autori siano effettivamente due. Quel che è certo è che il linguaggio - ironico e a tratti delirante, il tema e la struttura dell'opera lasciano trasparire un talento che difficilmente può passare inosservato.