Brigate di Solidarietà e per la Pace (BRISOP) "LA RESIEMBRA" COLOMBIA: LE COMUNITÀ IN RESISTENZA CIVILE published on: 05-04-2008 reserved copies: 18/200
Colombia:
il Terrore di stato e le Comunità in Resistenza Civile.
Un video-documentario
Un diario di viaggio e lotta comune
Uno strumento per sviluppare Relazioni Internazionali dal Basso
Comunità, espropriate con la forza dagli apparati legali e illegali dello stato, si sono organizzate, a partire dal 2000, per riprendersi le proprie terre dando vita a una esperienza di lotta che combina l’azione diretta, l’azione legale e l’appoggio internazionale. Comunità rinate che si dichiarano come “Zone Umanitarie”; aree delimitate in resistenza civile, dove si vieta l’ingresso a qualunque attore armato come forma di protezione dalla continua minaccia militare e paramilitare.
Una vera e propria Resiembra; un processo di riappropriazione che afferma, nella pratica, l'esistenza di beni comuni come terra, biodiversità, acqua, che non possono essere sottoposti a sfruttamento. Un processo che, nel quadro di terrore creato nel Paese dai vari governi, è in grado di rimettere in moto percorsi di partecipazione e organizzazione di massa e rappresenta uno straordinario e coraggioso esempio di presa di parola da parte di soggetti che i poteri del capitalismo neoliberista vorrebbero muti strumenti di profitto.
Immagini e interviste ai protagonisti, realizzate nell’agosto 2007 da una delegazione delle Brigate di Solidarietà e per la Pace nei dipartimenti del Chocó nel nord-ovest e del Meta nel centro del Paese che raccontano anche un’esperienza di condivisione di un importante momento di lotta. In Colombia lo Stato utilizza da decenni il terrore per colpire ogni forma di opposizione e per imporre progetti legati agli interessi dell’oligarchia interna e delle multinazionali. Lo fa attraverso i suoi apparati, esercito e polizia, e attraverso le formazioni paramilitari appositamente organizzate, finanziate e dirette. Dalla fine degli anni ’90 esecuzioni mirate, desaparecidos e massacri su larga scala hanno prodotto centinaia di migliaia di profughi interni, contadini costretti a lasciare le proprie terre, consegnate così illegalmente a imprese che hanno dato vita allo sfruttamento selvaggio delle risorse.