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gargagnanfilm
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Savona

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pubblicato il: 01-03-13
scadenza: 31-05-13
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film documentario

L'ETA' DEL FERRO

Diego Scarponi - coproduzione gargagnàfilm e Geronimo Carbonò





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«A chi vuoi credere? A me o ai tuoi occhi?»
Groucho Marx

Un film documentario di Diego Scarponi
Una coproduzione gargagnàfilm e Geronimo Carbonò

Col-b/n, HD, DV, Super8, 35mm, 16mm, 52' circa

Uscita prevista: Maggio 2013

La quota di 10 euro comprende il pre-acquisto del dvd.

Dopo aver prenotato la vs. copia potrete procedere al pagamento della quota (euro 10 + eventuali spese di spedizione euro 2,20)e inviare i vs. dati all'indirizzo geronimocarbono@gmail.com

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Tramite bonifico bancario intestato a: Associazione Culturale Geronimo Carbonò
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Per informazioni
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Appunti dal trattamento film

Immagini di stratificazione terrestre. Titoli di testa. Nero.
Un uomo, in una piazza sul mare, battuta dal vento, deserta. Quest’uomo è circondato da moderni edifici. Il suo monologo con la macchina da presa parla di un passato che è scomparso. Di un presente che non ha nulla a che vedere
con la stagione della sua giovinezza, di una città che è cambiata per sempre. «Io c’ero. Io so. Non potete capire!
Qui, esattamente in questo posto, il mondo era altro. Era un luogo convulso, pieno di gente, di operai, di lavoro,
e la vita era differente. Ma non me lo sono immaginato! Io ero bambino, e qui c’era una fabbrica. Esattamente qui c’era l’ingresso della fabbrica, laggiù la carpenteria, in fondo poi…».
Le immagini decollano, e perlustrano questo luogo attraverso un volo che plana su tutta la darsena della città di Savona.



Sinossi

Storie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale. Un viaggio attraverso le differenti ere industriali che ha vissuto Savona.
L’età del Ferro narra un territorio e la sua fabbrica più importante, l’ILVA.

L’acciaieria, nei suoi centocinquantanni di storia, ha cambiato più volte nome ma non ha mai mutato la propria valenza e la propria personalità, restando il fulcro della vita cittadina.

Lo stabilimento era situato nel cuore della città, tra il mare e l’antica darsena.
Ora lo stabilimento è scomparso, volatilizzato, svanito, senza lasciare traccia se non nell’anima e nei ricordi di chi l’ha vissuto.

Oggi la Fabbrica rappresenta un fantasma, un rimosso che si aggira tra il porto e il Priamar, tra la darsena e il mercato civico.
Sul finire degli anni ’30 del secolo scorso lavoravano nella Fabbrica quasi cinquemila dipendenti.

L’Ilva è una storia. l’Ilva è un ricordo. L’Ilva è un esempio evolutivo di un intero continente.




Il documentario

Una città conserva, stratificate e sovrapposte, storie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale, ma può fornire elementi per comprendere insiemi più vasti e temi potenzialmente universali.

L’obiettivo del documentario è di narrare un territorio, quello di Savona, attraverso alcune vicende della sua fabbrica più importante, l’ILVA. L’acciaieria, in 150 anni di storia ha cambiato numerose volte il proprio nome (Tardy & Benech, Terni, Siderurgica Savonese, ILVA, Italsider, OmSav), ma non ha mai mutato la propria valenza, e la propria personalità, diventando rapidamente e restando per lungo tempo il fulcro della vita cittadina.

Lo stabilimento era situato nel cuore della città, tra il mare e l’antica darsena. La fabbrica si è affiancata perciò al porto, e sinergicamente a questo ha rivestito un ruolo fondamentale, recitato per molti decenni, nell’ambito occupazionale.

Ora, lo stabilimento è scomparso, letteralmente, senza lasciare traccia: oggi la Fabbrica rappresenta un fantasma, un rimosso che va riscoperto e preso ancora una volta in considerazione.

L’ILVA contava sul finire degli anni ’30 del secolo scorso quasi 5.000 dipendenti. In una città di piccole dimensioni come Savona essa coinvolgeva quindi una porzione enorme della forza-lavoro della zona, e di conseguenza fa parte della storia di chiunque viva e abiti – anche oggi - questo territorio.

Inoltre, nel più recente fenomeno della deindustrializzazione, che coinvolge prospettive sovranazionali, la vicenda dell’ILVA può rappresentare la storia della maggioranza delle economie industriali europee, e disegna un diagramma evolutivo di un intero continente.






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