Negli ultimi 12 anni il mondo è stato attraversato da ben 21 sollevazioni popolari. 21 rivoluzioni che hanno abbatuto altrettanti regimi dittatoriali.
Centinaia di migliaia di rivoluzionari, che hanno conquistato la propria libertà.
Un viaggio attraverso i protagonisti delle cosiddette rivoluzioni colorate, per cercare di svelare quali siano i meccanismi di un modello che da oltre un decennio
sta rovesciando governi anti democratici, quali le sue strategie e quali anche gli interessi di alcuni Paesi occidentali, nella caduta dei regimi, attraverso la costruzione di un'opinione pubblica interessata a tali fenomeni.
Libia, marzo 2011. La Nato autorizza con la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza la “no fly zone” sul Paese per tutelare l’incolumità della popolazione civile dai combattimenti tra le forze ribelli e le forze leali a Gheddafi. E ancora: Egitto, Tunisia, Serbia, Venezuela, Georgia, Ucraina, Kirghizistan, Azerbaijan, Mongolia, Kuwait, Libano, Myanmar, Iran, Thailandia e molti altri Paesi, sono i protagonisti di altrettante rivoluzioni. Un filo rosso lega tutte queste rivoluzioni di Paesi spesso lontani e si riesce ad intravederlo dai simboli e dagli slogan che le pervadono, simili, a volte identici.
Perché queste rivoluzioni avvengono? Qual è la funzione delle tantissime ong ed associazioni in queste vicende? Chi le finanzia e chi ha interesse a condizionare la geopolitica del nostro pianeta?
Che ruolo hanno i mass media e i social network? Chi sono i protagonisti che condizionano l’opinione pubblica?
L'inchiesta è stata realizzata da Michela Allegri, Camilla Barni, Franco Fracassi, Lidia Mancini, Federica Messina, Giorgia Pietropaoli, Giulia Sabella
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