IN ALLEGATO CD con testi e musiche di Dario Perrone e Ciro Formisano
I diritti d'autore di questo volume saranno devoluti a Mama Africa.
L’opera di Giambattista Basile guida i lettori da secoli nei meandri di quella selva simbolica che sono i “cunti” popolari, di cui il celeberrimo “Cunto de li Cunti” è la perfetta espressione.
Dalla libera rielaborazione di una favola originaria di questa raccolta è nato “Il Marchese Cagliuso” di Fioravante Rea, una proposta multimediale che parte dal teatro per diventare cd musicale e libro illustrato. L’essenza del testo antico è stata raccontata con una mescolanza di prosa e poesia, attenta al valore della tradizione letteraria, adattandola al gusto del pubblico moderno in una sorta di “macchina narrativa” originale e di forte presa.
Il progetto-libro, dunque, forte del suo omologo teatrale originato all’interno del Museo Plart di Napoli, vuole restituire con la parola scritta e il supporto audio la godibile miscela di parole e musica, segno e gesto, che ne ha caratterizzato la versione scenica.
Grazie a questa formula, gli autori si propongono di estendere la loro ricerca alle altre favole del corpus letterario del Cunto di Basile. Mondi lontani che hanno avuto mille incarnazioni e varianti, mantenendo la freschezza dell’ispirazione originaria, grazie all’identificazione che producono in chi ne viene a contatto.
Chi è il misterioso Marchese Cagliuso che dona cacciagione e pesce pregiato al Re tramite il suo servo, un felino dalla parlantina facile?
Questa gatta chiacchierona è la fortuna del suo povero padrone, il disgraziato e stolido Pippo, che in eredità dal padre non ebbe nemmeno un semplice crivello. L’ingegnoso piano ordito dalla gatta funzionerà, facendo riscattare il suo padrone, trasformato dalle sue furbizie e dalla credulità del Re in un potente marchese.
Resta la domanda, basterà mai tutto questo a fare la felicità di un uomo? Non sempre le cose vanno come dovrebbero e l’ingratitudine può giocare brutti scherzi, come insegna la morale che sottende il racconto.
Ma non c’è malinconia che tenga: tra una canzone e l’altra, tutto potrebbe cambiare e il finale resta sempre la sorpresa più imprevista per il lettore.
Occorrono orecchie per ascoltare e mani per battere il ritmo, per lasciarsi trasportare dal racconto e dall’incanto della musica che insieme alle immagini immergerà lo spettatore nel mondo ruvido e vivacissimo di questa vicenda.
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