Rosanero è il drammatico racconto di Giuliana, una giovane palermitana, che rifiuta la sua famiglia mafiosa attraverso l’anoressia. Fatti di sangue si mischiano ai profondi sentimenti che legano Giuliana soprattutto a Vannina, la sorella maggiore che si sacrifica per la famiglia diventando l’amante di un imprenditore colluso con la mafia. Giuliana non riuscirà a sfuggire al destino di chi cerca una via diversa da una spietata normalità che non contempla le verità del cuore.
Note dell’Autore:
“ROSANERO” è nato dalla mia volontà di raccontare il mondo femminile intorno alla vicenda di Antigone. La distanza culturale con l’antica Grecia mi causava però non pochi problemi. Quindi, piuttosto che creare un prodotto posticcio, mi sono deciso a compiere un balzo verso i giorni nostri.L’uccisione di Polinice ed il governo tirannico di Creonte mi hanno istintivamente portato alla violenza del mondo mafioso. L’ambito sociale ora era pronto, si trattava a questo punto di dipanare una storia, all’interno della quale fossero ancora presenti Antigone, Creonte, Polinice e via discorrendo, ma soprattutto quel mondo femminile quale mi ero inizialmente ispirato. Ignorando scrupolosamente la cronaca mi sono rituffato nel mito e in un’analisi psicologica di Antigone quasi fosse un personaggio moderno. Dalle sue caratteristiche ho rilevato “la paziente” sofferente di anoressia: niente di più contemporaneo. Ora avevo un’Antigone, ribattezzata Guliana, che mi permetteva di agire pienamente all’interno del mio mondo. Ma la storia? La storia a questo punto è venuta da se con la sola aggiunta di un personaggio completamente avulso all’antico mito: Suor Rossana. Era l’ultimo anello che mi mancava, l’ultimo ponte tra la cultura greca e la nostra: di sicura matrice cristiana. Il testo è una sentita condanna alla società mafiosa alla sua assurda, “tragica”, volontà di morte ed alla sua ormai sclerotizzata incapacità a saper generare un qualsiasi elemento positivo. “Una madre senza ventre” è appunto il simbolo che ho scelto per descriverla. Simbolo che viene incarnato nel testo dalla sorella di Giuliana, Vannina, novella Creonte, forte e straziato ritratto di una donna che ha negato se stessa per aderire al dovere di “stato”. Cosa, quindi, racconto con “ROSANERO”? Sicuramente la tenerezza dell’intimo e il lacerante legame tra le sorelle Giuliana e Vannina, opposte nei loro ruoli d’Antigone e Creonte. Ma anche, e forse soprattutto, il profondo e vivificatore disperato desiderio di giustizia e di libertà che è insito in ognuno di noi. A questo desiderio Giuliana si aggrappa con tutte le sue forze, fino allo stremo, porgendolo a noi con la dirompente energia di chi è nel giusto. Una pagina quindi del nostro tempo, senza tempo, nel piccolo appello di chi ha saputo ribellarsi alla violenza e di chi ha saputo con Vannina, e qui è la catarsi, pagarne amaramente, lo scotto.
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