Questo libro si chiamerà “Vuoti a rendere”. Sottotitolo sarà “poesie sostenibili”. Questo libro è un atto di resistenza. Avrebbe potuto chiamarsi, infatti, “25 aprile sempre”, oppure, più enigmaticamente “privati”.
“Frena l’impulso. O la borsa o la vita…” è la frase di chiusura del breve racconto che precede le 30 poesie che compongono “Vuoti a rendere”, poesie scritte nel quinquennio 2001-2006. Anni che stanno segnando il futuro del mondo. Anni che hanno visto primeggiare i diritti “privati” sopra i diritti “pubblici”. Anni che hanno visto cittadini “privati” delle proprie sementi o, addirittura, dell’accesso all’acqua. Privatizzazioni che sono sinonimo di privazioni. Consumismo sfrenato che è sinonimo d’inquinamento. La parola “Globalizzazione” utilizzata come giustificazione a tutto ciò.
L’atto di resistenza di questo giovane poeta trentatreenne, da sempre estraneo alle logiche di mercato ed alle cerimonie delle corti poetiche, si concretizza, prendendone vigore, nella memoria. Quella memoria storica troppo spesso dimenticata.
“Vuoti a rendere” è proprio questo, riproporre, in chiave poetica, il pensiero di uomini e donne che solo per essere vissuti nel “passato” rischiano di cadere nell’oblio. Rileggerli, attraverso i filtri del poeta Raffaele Niro, per farli tornare attuali. “Poesie sostenibili” è invece un po’ una provocazione che passa di sicuro attraverso l’utilizzo, nella prossima fase di stampa, di carta riciclata, ma anche attraverso la logica delle produzioni da basso.
Il Comitato dell'Associazione Culturale Rhymers' Club